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Europêche ha messo al corrente il Commissario per la Pesca e gli Oceani Costas Kadis che molti segmenti della flotta si stanno avvicinando a una situazione economica critica, poiché il forte aumento dei prezzi del carburante fa crescere drasticamente i costi operativi. In alcuni casi, le imbarcazioni stanno già operando in perdita, con spese per il carburante superiori ai ricavi generati dalla vendita dei prodotti della pesca.
L’attuale contesto geopolitico, compresa l’instabilità in Medio Oriente e il conseguente aumento dei prezzi globali del petrolio, sta aggravando ulteriormente la situazione per il settore della pesca, in cui il carburante rappresenta una delle principali voci di costo. Il continuo aumento dei prezzi minaccia la sostenibilità delle attività di pesca e potrebbe alla fine tradursi in un aumento dei prezzi dei prodotti ittici per i consumatori europei.
“La situazione sta diventando insostenibile per molti operatori della pesca”, ha dichiarato Javier Garat, presidente di Europêche. “Se i prezzi del carburante resteranno ai livelli attuali, molte imbarcazioni saranno costrette a fermarsi. Questo non colpirebbe soltanto i mezzi di sostentamento dei pescatori e delle comunità costiere, ma potrebbe anche compromettere l’approvvigionamento di prodotti ittici sui mercati europei”.
Per affrontare la crisi, Europêche sta sollecitando la Commissione europea a valutare la rapida attivazione di misure di sostegno emergenziali simili a quelle messe in campo durante la crisi energetica del 2022. Questi strumenti potrebbero contribuire a fornire un sollievo immediato agli operatori della pesca, evitando al tempo stesso lunghe procedure legislative.
Tra le misure proposte da Europêche figurano:
- la mobilitazione dei meccanismi di sostegno in caso di crisi nell’ambito del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA), per assistere le flotte colpite da aumenti eccezionali del prezzo del carburante;
- la possibilità di autorizzare regimi di sostegno temporanei e mirati, compreso l’adeguamento, ove necessario, delle norme sugli aiuti di Stato, affinché gli Stati membri possano fornire assistenza urgente alle flotte da pesca;
- la garanzia che i massimali degli aiuti siano calcolati per singola imbarcazione e non per impresa, così da consentire un sostegno efficace alle aziende che operano con più unità;
- l’attivazione di misure eccezionali di mercato nell’ambito della Politica comune della pesca, per attenuare l’impatto economico della crisi.
Guardando oltre l’emergenza immediata, Europêche ha inoltre chiesto soluzioni strutturali per rafforzare la resilienza del settore nel lungo periodo. Tra queste, facilitare l’accesso a scorte strategiche di carburante nei porti dell’Unione europea e sostenere la transizione verso carburanti a minori emissioni, come i biocarburanti HVO e FAME, mantenendo al contempo la capacità del settore di investire in efficienza energetica e nel rinnovamento della flotta, elementi che possono contribuire a ridurre il consumo di carburante e la dipendenza da mercati energetici volatili.
“Il settore europeo della pesca resta pienamente impegnato per la sostenibilità, la decarbonizzazione, la sicurezza alimentare e la resilienza delle comunità costiere”, ha aggiunto Garat. “Tuttavia, l’attuale impennata dei prezzi del carburante rappresenta uno shock esterno che richiede un’azione rapida e coordinata a livello dell’Unione europea”.
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