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Controlli, dati e accesso alle risorse: su questi tre fronti l’Unione europea misura, in questi giorni, la coerenza della propria politica sulla pesca.
La sequenza degli appuntamenti è lineare. Da una parte, una delegazione della Commissione Pesca del Parlamento europeo è impegnata a Victoria, alle Seychelles, per una missione sul campo legata agli accordi di partenariato per una pesca sostenibile. Dall’altra, lunedì 23 febbraio, a Bruxelles, si riunisce il Consiglio dell’Unione europea nella formazione “Agricoltura e pesca”, con un’agenda che intreccia politiche di filiera e posizionamento dell’UE nei principali contesti multilaterali.
Il Consiglio UE “Agricoltura e pesca” del 23 febbraio
All’ordine del giorno del Consiglio figurano tre punti principali. Il primo riguarda le proposte sulla politica agricola comune dopo il 2027, discusse sulla base delle raccomandazioni della Commissione europea. Il confronto apre una fase politica che incide sull’impostazione delle politiche di filiera e sugli strumenti di sostegno nel prossimo ciclo.
Il secondo punto è lo scambio di opinioni sulla relazione di valutazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali. Il tema riguarda il funzionamento dei rapporti lungo la catena del valore e l’efficacia delle regole europee nel riequilibrio contrattuale, con riflessi anche per i segmenti in cui il prodotto ittico entra nelle dinamiche della trasformazione e della distribuzione.
Durante il pranzo informale, i ministri discuteranno inoltre le priorità strategiche dell’Unione europea presso la FAO per il biennio 2026–2027, collegando politiche interne e governance globale su sicurezza alimentare e sostenibilità delle risorse.
La missione del Parlamento europeo alle Seychelles (17–19 febbraio)
In parallelo, dal 17 al 19 febbraio una delegazione della Commissione Pesca del Parlamento europeo è impegnata a Victoria mentre sono in corso le negoziazioni sull’accordo di partenariato per una pesca sostenibile tra Unione europea e Seychelles. La missione è focalizzata su tre aspetti operativi: progressi verso una gestione sostenibile della pesca, rafforzamento dei sistemi di controllo e della raccolta dati, azioni di contrasto alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
Il programma prevede incontri istituzionali con le autorità nazionali e una serie di visite tecniche lungo la filiera: infrastrutture legate alla pesca con reti a circuizione, stabilimenti di trasformazione del tonno dell’Oceano Indiano, operatori di pesatura e stoccaggio frigorifero, fino alla Seychelles Fisheries Authority e al suo centro di monitoraggio. Le visite mirano a comprendere il lavoro svolto dal Paese per l’attuazione del regolamento UE sul controllo della pesca.
Sono inoltre previsti incontri con gli operatori UE della pesca tropicale e con il segretario esecutivo della Indian Ocean Tuna Commission, organismo centrale per la gestione del tonno nell’area. Parte del programma è dedicata anche al confronto con le organizzazioni della pesca artigianale locale, incluse strutture realizzate con il supporto dell’accordo UE–Seychelles.
Un accordo centrale per il mercato del tonno
Le Seychelles rappresentano un partner strategico dell’UE nell’Oceano Indiano e un attore chiave nella filiera globale del tonno. L’accordo UE–Seychelles garantisce l’accesso delle navi europee alle acque del Paese in cambio di un contributo finanziario annuo di 5,3 milioni di euro, di cui 2,8 milioni destinati al sostegno della politica di pesca sostenibile delle Seychelles. Si tratta dell’accordo sul tonno economicamente più rilevante per l’Unione europea.
Il capo delegazione Giuseppe Milazzo ha definito le Seychelles un partner chiave dell’UE nell’Oceano Indiano e un interlocutore strategico per rafforzare una gestione condivisa delle risorse ittiche.
Un quadro unico tra politiche interne e partenariati esterni
Considerati insieme, il Consiglio UE “Agricoltura e pesca” e la missione parlamentare alle Seychelles delineano una stessa direttrice: regole di mercato, accesso alle risorse e sostenibilità trovano coerenza quando sono supportati da controlli efficaci e dati affidabili. Nel caso della pesca, questa impostazione incide direttamente su tracciabilità, conformità agli standard UE e stabilità di filiere che operano su scala globale.
Tra Bruxelles e l’Oceano Indiano, l’Unione europea affronta un passaggio rilevante per la propria politica della pesca: accordi di partenariato, sistemi di controllo e qualità dei dati diventano il punto di contatto tra indirizzo politico e gestione concreta delle risorse.
L’articolo Controlli, dati e accesso alle risorse: l’UE alla prova sulla pesca del tonno proviene da Pesceinrete.
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