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Con il decreto direttoriale n. 371322 del 29 luglio 2026, il MASAF definisce la cornice europea necessaria per completare l’attuazione degli interventi del Fondo Innovazione dedicati alla pesca e all’acquacoltura. Il provvedimento riguarda investimenti già previsti e istanze presentate nei termini, con contributi destinati a efficienza energetica, qualità dei prodotti, pesca nelle acque interne, produttività dell’acquacoltura e trasformazione.
Un decreto tecnico può sembrare lontano dalla vita quotidiana delle imprese. In questo caso, invece, serve a dare continuità agli investimenti già programmati per modernizzare la pesca, l’acquacoltura e la trasformazione dei prodotti ittici.
Con il decreto direttoriale n. 371322 del 29 luglio 2026, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste interviene sul Fondo Innovazione per perfezionare l’attuazione delle misure dedicate al comparto. Il provvedimento prende in considerazione interventi la cui gestione economica deve essere completata e istanze presentate nei termini ancora in corso di definizione.
Il testo, reso disponibile ieri, individua nel Regolamento UE 2022/2473 la base normativa applicabile agli aiuti per le imprese attive nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.
Il MASAF consolida il percorso del Fondo Innovazione
Il Fondo è stato istituito dalla legge di Bilancio 2023 per sostenere progetti capaci di aumentare la produttività attraverso la gestione digitale dell’impresa, l’impiego di nuovi macchinari, robotica, sensoristica, piattaforme 4.0, risparmio idrico, riduzione dell’utilizzo di sostanze chimiche e valorizzazione dei sottoprodotti.
I criteri e le modalità di attuazione erano stati definiti con il decreto interministeriale n. 417210 del 10 agosto 2023, registrato dalla Corte dei conti e successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Il nuovo provvedimento assicura agli interventi per la pesca e l’acquacoltura un quadro coerente con la disciplina europea sugli aiuti di Stato, creando le condizioni per proseguire la gestione delle procedure interessate.
Il suo perimetro riguarda progetti già previsti e domande presentate nei termini. Per le imprese coinvolte, il valore del decreto sta quindi nella continuità amministrativa offerta a un percorso di investimento già avviato.
Cinque aree che incidono sulla competitività
Il decreto richiama cinque ambiti di intervento previsti dal Regolamento UE 2022/2473.
Il primo comprende gli investimenti destinati a migliorare l’efficienza energetica e a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Il secondo riguarda l’aumento del valore aggiunto e della qualità dei prodotti, insieme alla valorizzazione delle catture indesiderate.
Sono interessati anche gli aiuti per la pesca nelle acque interne, gli investimenti capaci di aumentare la produttività o produrre effetti positivi nell’acquacoltura e quelli destinati alla trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.
Dietro queste categorie ci sono esigenze molto concrete: consumare meno energia, controllare meglio gli impianti, ridurre gli sprechi, rendere più efficienti le lavorazioni e aumentare il valore del prodotto finale.
È una direzione già visibile nell’acquacoltura 4.0, dove dati, sensori e tecnologie digitali stanno modificando la gestione degli allevamenti. L’innovazione, infatti, non coincide semplicemente con l’acquisto di una macchina: diventa realmente utile quando risponde a un problema produttivo e si integra nell’organizzazione dell’azienda.
Cosa significa il decreto per le imprese della filiera
Per le aziende che hanno già presentato un’istanza, il provvedimento fornisce il quadro normativo entro il quale il MASAF potrà completare la gestione degli interventi interessati.
Gli aiuti saranno concessi sotto forma di contributo. L’effettiva attribuzione delle risorse resterà legata alla definizione delle singole domande e alle condizioni stabilite dalla disciplina originaria del Fondo.
Il decreto rappresenta quindi un passaggio necessario per la prosecuzione delle procedure, mentre importi, intensità dell’agevolazione, spese riconosciute e adempimenti dipenderanno dalla posizione di ciascun beneficiario.
Il suo campo di applicazione offre un’indicazione importante anche al resto della filiera. Produttori di impianti, sviluppatori di software, fornitori di sensoristica, società di ingegneria e consulenti tecnici sono chiamati a proporre soluzioni capaci di collegare innovazione, sostenibilità ed efficienza economica.
Non basta presentare una tecnologia come nuova. Il valore per l’impresa nasce dalla sua capacità di migliorare un processo, ridurre un costo, aumentare la qualità o rendere più solido il controllo della produzione.
Il sostegno resta legato al rispetto delle regole
Il decreto ribadisce una condizione precisa: durante il periodo di concessione dell’aiuto, i beneficiari devono rispettare le norme della Politica comune della pesca.
In caso di infrazione, il contributo percepito potrà essere recuperato in misura proporzionata alla gravità della violazione. Il sostegno pubblico all’innovazione resta così collegato alla regolarità dell’attività svolta dall’impresa.
Il MASAF dovrà inoltre trasmettere alla Commissione europea, entro venti giorni lavorativi dall’entrata in vigore, le informazioni sintetiche sulla misura e il collegamento al testo integrale del provvedimento, nel rispetto degli obblighi europei di informazione e trasparenza.
Il valore del decreto è proprio in questo raccordo: permettere agli investimenti già inseriti nel Fondo Innovazione di proseguire all’interno di regole chiare e coerenti con la disciplina comunitaria.
Per la pesca e l’acquacoltura italiane è un passaggio amministrativo con una ricaduta concreta: accompagnare verso la definizione interventi che possono contribuire a rendere le imprese più efficienti, moderne e competitive.

L’articolo Fondo Innovazione Pesca, il MASAF dà continuità agli aiuti: ecco gli investimenti coinvolti proviene da Pesceinrete.
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