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Il Mediterraneo ha ancora troppi stock ittici sotto pressione, ma ha anche dimostrato che recuperare è possibile. È questo il messaggio più importante emerso dalla Conferenza ministeriale di alto livello di Nicosia, co-organizzata dalla Commissione europea e dalla Repubblica di Cipro, dove l’Unione europea e i Paesi del Mediterraneo si sono impegnati ad adottare nel 2027 una nuova dichiarazione MedFish4Ever.

La nuova intesa dovrà guidare il prossimo decennio della pesca e dell’acquacoltura mediterranea. Non sarà solo un documento politico. Sarà un banco di prova per capire se il Mediterraneo riuscirà a proteggere meglio le proprie risorse senza lasciare indietro chi vive di mare.

Dal 2017, anno della prima dichiarazione MedFish4Ever, alcuni risultati sono arrivati. Metà degli stock ittici del Mediterraneo ha iniziato a riprendersi. Dove le decisioni sono state prese sulla base dei dati scientifici, gli effetti si vedono. Nell’Adriatico, per esempio, stock demersali come il nasello hanno raggiunto per la prima volta il rendimento massimo sostenibile. Anche le aree a pesca limitata e gli attrezzi più selettivi stanno contribuendo a ridurre la pressione sugli ecosistemi e le catture accessorie.

Sono segnali importanti perché dimostrano che la gestione funziona quando non resta sulla carta. Piani mirati, controlli, ricerca scientifica e collaborazione con i pescatori possono cambiare davvero lo stato delle risorse. Per la filiera significa maggiore stabilità, più possibilità di programmare il lavoro e un prodotto mediterraneo più credibile sui mercati.

Il problema è che la strada resta lunga. Oltre la metà degli stock valutati è ancora sovrasfruttata. La pesca illegale continua a danneggiare chi rispetta le regole. La sovracapacità della flotta resta un nodo aperto. E il cambiamento climatico sta trasformando il Mediterraneo con effetti sempre più evidenti: acque più calde, specie che si spostano, nuove presenze non autoctone, habitat più fragili.

Per questo la nuova MedFish4Ever dovrà essere più concreta. Non basterà ripetere che bisogna pescare in modo sostenibile. Serviranno regole applicate meglio, controlli più efficaci, piani di gestione fondati sulla scienza e strumenti reali per accompagnare le imprese nella transizione.

La piccola pesca costiera

Il punto più delicato riguarda la piccola pesca. Le marinerie costiere sono spesso le più esposte: costi alti, margini ridotti, burocrazia, difficoltà nel ricambio generazionale. Chiedere nuovi sforzi senza sostenere chi lavora correttamente rischia di aumentare la distanza tra istituzioni e settore. La sostenibilità deve essere anche economica, altrimenti non diventa un modello duraturo.

L’acquacoltura sostenibile

Accanto alla pesca, cresce il ruolo dell’acquacoltura sostenibile. In un mare dove molte risorse selvatiche restano sotto pressione, allevare bene può contribuire alla sicurezza alimentare e alla stabilità dell’offerta. Ma anche l’acquacoltura dovrà svilupparsi con criteri chiari: qualità ambientale, innovazione, pianificazione degli spazi marittimi e trasparenza verso consumatori e mercati.

La cooperazione tra Paesi UE e non UE

La sfida è comune perché il Mediterraneo è un mare condiviso. Gli stock ittici non seguono i confini nazionali, così come non li seguono la pesca illegale, il cambiamento climatico o le dinamiche commerciali. Senza una cooperazione forte tra Paesi UE e non UE, ogni intervento rischia di essere parziale.

La nuova dichiarazione del 2027 dovrà quindi trasformare i progressi degli ultimi anni in una strategia più solida. Per la filiera ittica il messaggio è chiaro: stock più sani significano più futuro per pesca, imprese, mercati e comunità costiere. Ma la tutela del mare dovrà camminare insieme alla tutela del lavoro.

Il Mediterraneo entra nel suo decennio decisivo. La nuova MedFish4Ever sarà importante solo se riuscirà a passare dalle intenzioni ai risultati: meno sovrasfruttamento, meno illegalità, più ricerca, più valore per il pescato e più prospettive per chi continua a costruire la propria vita attorno al mare.

L’articolo MedFish4Ever, il Mediterraneo prepara il nuovo patto per salvare la pesca proviene da Pesceinrete.

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