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Le audizioni che si sono svolte ieri in Commissione pesca al Parlamento hanno messo in evidenza un unico denominatore: o si riducono drasticamente gli oneri normativi e la burocrazia, prodotta in larga parte dall’UE e conseguentemente, dagli Stati membri, o il settore andrà incontro ad un tracollo irreversibile entro breve.
“Rappresentanti delle associazioni di categoria di tutta Europa hanno lanciato un ultimo, disperato appello”, ha dichiarato Anna Maria Cisint.
“Attenzione, allarme rosso, burocrazia e norme ideologiche ci stanno uccidendo. – Ha aggiunto l’Europarlamentare – Alla crisi legata all’aumento dei costi del carburante si aggiunge la distanza siderale della Commissione europea dalla realtà dei pescatori, che sono prima di tutto imprenditori e devono poter contare su un’amministrazione favorevole, capace di garantire condizioni di certezza, non su un incubo burocratico che spinge all’abbandono dell’attività. Negli ultimi anni l’UE ha soffocato il settore con un crescente accumulo di norme sempre più complesse, senza considerare adeguatamente l’impatto sui pescatori, finendo di fatto per favorire la concorrenza di Paesi terzi come la Turchia. Nel frattempo abbiamo iniziato la battaglia contro la proposta della Commissione europea che prevede il taglio del 66% del budget, a partire dal 2028”.
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