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Circa 70 milioni di euro del FEAMPA 2021-2027 vengono mobilitati a sostegno delle imprese della pesca e dell’acquacoltura colpite dall’aumento dei costi di produzione legato alla crisi in Medio Oriente. La compensazione riguarda un periodo di ammissibilità di dieci mesi. La misura sarà attuata attraverso bandi regionali, molti dei quali sono già stati pubblicati o sono in fase di completamento.

Per pesca e acquacoltura circa 70 milioni di euro entrano nella fase operativa. Le risorse serviranno a compensare i maggiori costi di produzione sostenuti dalle imprese in conseguenza delle ripercussioni economiche del conflitto in Medio Oriente.

A indicare la dimensione complessiva dell’intervento è il sottosegretario al Masaf Patrizio Giacomo La Pietra, in una nota rilanciata dall’ANSA.

“Stiamo rendendo disponibili per i nostri pescatori 70 milioni di euro con i quali fare fronte all’aumento dei costi energetici, che si aggiungono ai 10 milioni del credito d’imposta del 20% per il caro carburanti”, ha dichiarato La Pietra.

Il passaggio è rilevante perché porta a compimento un lavoro avviato nei mesi scorsi: individuare all’interno del FEAMPA risorse sufficienti per costruire una risposta nazionale agli extracosti e, allo stesso tempo, mettere le Regioni nelle condizioni di attivarla senza forti squilibri territoriali. Già il 4 giugno il Masaf aveva indicato l’obiettivo di rimodulare il Fondo attraverso un confronto con le amministrazioni regionali.

Dai fondi FEAMPA alle misure per le imprese

Per comprendere la portata dell’intervento bisogna distinguere la disponibilità delle risorse dalla loro origine.

I circa 70 milioni non derivano da uno stanziamento aggiuntivo, ma dalla rimodulazione di risorse già comprese nel Programma nazionale FEAMPA 2021-2027. È una distinzione tecnica importante, che non riduce però l’effetto operativo della misura: quelle risorse vengono riallocate per poter essere utilizzate a copertura dei maggiori costi sostenuti dal comparto.

Il Masaf, attraverso l’Autorità di Gestione del Programma, ha coordinato le modifiche dell’Accordo Multiregionale, il riallineamento dei piani finanziari e le rimodulazioni necessarie per consentire alle amministrazioni territoriali di disporre delle risorse.

La questione non era secondaria. La dotazione disponibile nei singoli piani regionali non avrebbe infatti consentito ovunque di intervenire con la stessa capacità finanziaria.

Il lavoro di regia nazionale serve proprio a superare questo limite e a costruire un intervento più omogeneo sul territorio, pur lasciando alle Regioni la gestione concreta delle domande.

A giugno, quando la misura era ancora in costruzione, il nodo per il settore era già quello di trasformare gli strumenti annunciati in liquidità effettivamente accessibile alle imprese.

Regia nazionale, bandi regionali

Il Masaf ha predisposto uno schema tipo di bando che le Regioni possono utilizzare adattandolo ai rispettivi ordinamenti amministrativi.

È un elemento rilevante soprattutto per due ragioni: ridurre le differenze applicative tra territori e alleggerire il lavoro necessario per mettere in campo gli avvisi.

Ma il modello comune non va confuso con un bando unico nazionale. Le domande passeranno dalle amministrazioni regionali, che definiranno nei propri provvedimenti scadenze, documentazione e modalità operative.

Secondo La Pietra, molte Regioni hanno già pubblicato i bandi, mentre le altre stanno completando gli adempimenti necessari.

Il meccanismo è già visibile sul territorio. La Liguria, ad esempio, ieri ha dato il via libera al proprio bando per gli extracosti di pesca e acquacoltura: una misura inizialmente dotata di circa 120 mila euro, che la Regione prevede di portare a circa 1,95 milioni di euro attraverso la modifica del piano finanziario FEAMPA in corso di approvazione.

Per le imprese il punto decisivo è ora l’accesso

La cifra nazionale fotografa la dimensione dell’intervento. Per armatori e aziende acquicole, però, da questo momento contano soprattutto requisiti, costi riconoscibili, modalità di calcolo dell’indennizzo, documentazione richiesta e scadenze.

La compensazione riguarda i maggiori costi di produzione sostenuti in un periodo di ammissibilità complessivamente pari a dieci mesi.

Questo significa che l’attenzione delle imprese deve spostarsi sui singoli avvisi regionali. È lì che la misura nazionale assume forma concreta ed è lì che saranno definite le condizioni effettive di accesso.

La Liguria offre già un esempio della possibile articolazione temporale: il primo periodo ammesso va dal 28 febbraio al 31 agosto 2026, con una successiva riapertura prevista per gli ultimi quattro mesi dell’anno.

La disponibilità finanziaria è quindi il primo risultato. La capacità di trasformarla rapidamente in indennizzi sarà il vero banco di prova.

FEAMPA e credito d’imposta, due leve contro l’aumento dei costi

L’intervento da circa 70 milioni si affianca al credito d’imposta fino al 20% per l’acquisto di gasolio e benzina, finanziato con 10 milioni di euro e previsto per le imprese ittiche sulle spese ammissibili sostenute nel trimestre marzo-maggio 2026. Le modalità di attuazione sono state definite con il decreto interministeriale del 22 maggio 2026.

I due strumenti rispondono alla stessa pressione economica, ma operano in modo diverso.

Il credito d’imposta interviene direttamente sulla voce carburante. La rimodulazione FEAMPA consente invece di intervenire sui maggiori costi di produzione generati dalla perturbazione economica legata alla crisi internazionale.

La scelta del Masaf è stata quella di coordinare la disponibilità delle risorse a livello nazionale e affidarne poi l’attuazione alle amministrazioni territoriali, cercando di garantire condizioni di sostegno più uniformi tra le imprese.

Ora il passaggio più importante non è più definire la dimensione dell’intervento.

I 70 milioni sono stati mobilitati. La misura dimostrerà la propria efficacia quando quelle risorse, attraverso i bandi regionali, diventeranno sostegno realmente percepito dalle imprese della pesca e dell’acquacoltura.

L’articolo Pesca e acquacoltura, La Pietra: 70 milioni FEAMPA contro gli extracosti proviene da Pesceinrete.

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