[[{“value”:”

La stagione britannica del tonno rosso atlantico è iniziata ieri, 13 luglio 2026. Trenta imbarcazioni commerciali autorizzate potranno pescare complessivamente 120 tonnellate nelle acque di Inghilterra, Galles e Scozia, utilizzando esclusivamente canna e mulinello. Nelle sole acque inglesi potranno operare anche 145 imbarcazioni da diporto, obbligate a rilasciare ogni esemplare. Più quota e più permessi, dunque, ma anche formazione obbligatoria, tracciabilità elettronica e comunicazione puntuale di ogni attività di pesca.

La pesca britannica del tonno rosso cresce, ma non diventa una pesca aperta. È questa la chiave della stagione iniziata ieri nel Regno Unito: l’aumento delle opportunità commerciali e ricreative viene accompagnato da limiti tecnici, obblighi di registrazione e responsabilità precise per armatori e comandanti.

Secondo la Marine Management Organisation, le imbarcazioni commerciali autorizzate possono operare nelle acque inglesi, gallesi e scozzesi. La pesca diretta resta invece esclusa nelle acque dell’Irlanda del Nord. Il programma ricreativo con cattura e rilascio riguarda esclusivamente le acque inglesi.

Il salto di scala è evidente. La quota annuale britannica di tonno rosso è passata dalle precedenti 63 tonnellate a circa 231 tonnellate per ciascuno degli anni compresi tra il 2026 e il 2028. Un aumento superiore al 260%, ottenuto attraverso i negoziati nell’ambito dell’ICCAT, la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico.

Non tutta la disponibilità sarà però destinata alla cattura commerciale. Per la stagione 2026 sono state assegnate 120 tonnellate alla pesca professionale mirata, distribuite tra trenta imbarcazioni. Il numero delle unità autorizzate è raddoppiato rispetto al 2025 e la quota individuale è salita da tre a quattro tonnellate.

Una pesca commerciale costruita sulla piccola scala

La crescita non passa attraverso l’ingresso di grandi unità o sistemi di cattura intensivi. Possono partecipare soltanto pescherecci di lunghezza non superiore a dodici metri, autorizzati a pescare esclusivamente con canna e mulinello.

Ogni uscita deve durare meno di ventiquattro ore ed è vietato attirare i tonni attraverso la pasturazione. Le catture devono essere registrate, comunicate alle autorità e sbarcate esclusivamente nei porti britannici designati.

Nessuna vendita senza tracciabilità

Ogni tonno destinato al mercato deve essere accompagnato dal documento elettronico ICCAT, l’eBCD, che ne certifica la cattura e consente di seguirne il percorso fino alla prima commercializzazione.

Le imbarcazioni devono comunicare lo sbarco almeno quattro ore prima dell’arrivo in porto. Il prodotto può essere ceduto soltanto a operatori autorizzati e, nel caso della prima vendita, a compratori regolarmente registrati.

La disciplina ufficiale della pesca commerciale britannica lega quindi l’accesso alla quota non soltanto al possesso di una licenza, ma alla capacità di generare benefici economici e sociali attraverso una pesca considerata a basso impatto. La stagione professionale resterà aperta fino al 31 dicembre 2026.

È un’impostazione che segna un’evoluzione rispetto al 2024, quando Pesceinrete aveva raccontato l’assegnazione di 16 tonnellate di tonno rosso alla pesca ricreativa britannica. Oggi il Regno Unito prova a costruire attorno alla specie una vera attività economica costiera, mantenendo però un perimetro operativo ristretto e verificabile.

Il catch and release diventa un’attività regolata

Accanto alla pesca commerciale cresce il programma ricreativo. Per il 2026 sono stati concessi permessi a tutte le 89 imbarcazioni da charter che avevano presentato una domanda ammissibile. Altre 56 autorizzazioni sono state assegnate tramite sorteggio a imbarcazioni private.

In totale potranno quindi partecipare 145 unità, contro le 142 autorizzate nel 2025. L’aumento numerico è contenuto, ma conferma il consolidamento di un’attività capace di generare lavoro per charter, guide, porti turistici e servizi delle comunità costiere.

Il permesso non autorizza però a trattenere il pesce. Il tonno catturato non può essere issato a bordo, trasferito, sbarcato o commercializzato. Deve rimanere in acqua ed essere liberato seguendo il codice di condotta previsto dalla Marine Management Organisation per la pesca ricreativa.

Formazione e dati per ridurre la mortalità

Per ogni uscita deve essere presente almeno una persona che abbia completato la formazione obbligatoria accreditata dall’Angling Trust. Il percorso comprende moduli sul benessere del pesce, sulle corrette tecniche di manipolazione, sulla riduzione delle catture accessorie e sulla sicurezza in mare.

Tutte le uscite devono inoltre essere comunicate alla MMO entro ventiquattro ore dal rientro, anche quando non è stato catturato alcun tonno. Per ogni esemplare devono essere indicati, tra gli altri elementi, lunghezza, attrezzatura impiegata, durata del combattimento, tempo di recupero e condizioni al momento del rilascio.

I dati del 2025 spiegano perché questi obblighi non siano accessori. Le 124 imbarcazioni effettivamente attive hanno effettuato 1.362 uscite e catturato 2.666 tonni. Il 97% degli esemplari è stato rilasciato in condizioni classificate come buone o eccellenti, mentre la mortalità registrata prima del rilascio è stata dello 0,53%. Un risultato complessivamente positivo, ma sufficiente a ricordare che anche il catch and release produce un impatto che deve essere misurato e contenuto.

Andy Wills, responsabile ad interim della divisione Future Fisheries della MMO, ha definito l’avvio della stagione un passaggio importante per una pesca che dispone di “più quota e più permessi che mai”. Il punto decisivo, tuttavia, è che l’espansione continui in modo controllato, rispettando gli impegni internazionali e le misure introdotte a tutela della risorsa.

È ancora presto per presentare l’esperienza britannica come un modello compiuto. La stagione 2026 dovrà dimostrare la reale capacità di generare reddito, garantire il rispetto delle autorizzazioni e mantenere basse le mortalità nella pesca ricreativa.

L’architettura scelta è però chiara: nessuna quota senza limiti, nessuna vendita senza tracciabilità, nessuna pesca ricreativa senza formazione e dati. La vera novità non è che il Regno Unito possa pescare più tonno rosso. È che abbia deciso di far crescere la pesca senza sottrarla al controllo.

L’articolo Tonno rosso, il Regno Unito apre la stagione: più quota, regole più strette proviene da Pesceinrete.

“}]] ​