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WestMed, la commissione Pech del Pe approva la revisione del piano pesca: più flessibilità e attenzione alla sostenibilità economica e sociale

WestMed, la commissione Pech del Pe approva la revisione del piano pesca: più flessibilità e attenzione alla sostenibilità economica e sociale

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Più giorni di pesca, regole più flessibili e maggiore attenzione al lavoro e ai redditi dei pescatori. Sono alcuni punti del rapporto sul piano WestMed per la pesca nel Mediterraneo occidentale, con tutti i compromessi approvati ieri, 12 ottobre, dalla commissione Pesca (Pech) del Parlamento europeo, con 21 voti favorevoli, quattro contrari e nessuna astensione.

Il documento chiede alla Commissione europea di presentare entro il 1° dicembre 2026 una proposta per rivedere le regole attuali. Un passaggio importante per il settore, in vista delle decisioni sulle possibilità di pesca per il 2027.

«Esprimiamo soddisfazione per il risultato e per il lavoro svolto da tutti per arrivare fin qui e per aver ascoltato le nostre istanze», commenta Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare.

«Questo rapporto di iniziativa potrà rappresentare una buona base di lavoro per il Consiglio Agrifish di dicembre, nel quale verranno decise le possibilità di pesca 2027. Ringraziamo per il lavoro corale della commissione Pech», dichiara Elena Ghezzi, responsabile Pesca e Acquacoltura di Legacoop Agroalimentare.

Più flessibilità e attenzione alle imprese

Tra le proposte figurano la possibilità di recuperare nell’anno successivo fino al 10% dei giorni di pesca non utilizzati e l’obiettivo di limitare al 20% le riduzioni dei giorni di attività, nel rispetto delle indicazioni scientifiche. Il rapporto chiede inoltre di considerare, nelle decisioni, le conseguenze delle restrizioni su occupazione, redditi, imprese e disponibilità di pesce sul mercato europeo.

«Bene l’attenzione agli sforzi compiuti dal settore, che ha fatto passi avanti verso il rendimento massimo sostenibile. È positiva anche la richiesta di maggiore flessibilità, a partire dal trasferimento dello sforzo di pesca non utilizzato da un anno all’altro», sottolinea Ghezzi.

Ascolto dei pescatori e lotta alla pesca illegale

Il testo chiede che le organizzazioni del settore siano consultate prima di introdurre nuove restrizioni, lasciando loro il tempo necessario per presentare proposte. Prevede inoltre controlli più efficaci sulle flotte dei Paesi terzi per contrastare la pesca illegale nel Mediterraneo e un sostegno ai pescatori impegnati nella rimozione delle specie aliene invasive.

«È rilevante il riconoscimento della cooperazione italiana come interlocutore privilegiato. Le decisioni devono tenere conto di chi lavora in mare», afferma Ghezzi.

La responsabile di Legacoop Agroalimentare valuta positivamente anche il riconoscimento del ruolo dei pescatori nella tutela dell’ambiente marino. «I pescatori possono contribuire concretamente alla salvaguardia degli ecosistemi. Questo impegno deve essere riconosciuto e sostenuto».

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Unci AgroAlimentare, Scognamiglio: con il Masaf imboccata strada giusta per fronteggiare crisi pesca e acquacoltura

Unci AgroAlimentare, Scognamiglio: con il Masaf imboccata strada giusta per fronteggiare crisi pesca e acquacoltura

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“Segnali positivi sono venuti dall’ultima riunione del Tavolo istituzionale sulla pesca e sull’acquacoltura, convocato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, a cominciare dai finanziamenti messi a bando dal governo. Da parte nostra abbiamo evidenziato priorità e criticità da affrontare per superare questa fase delicata e raggiungere un pieno rilancio delle marinerie italiane”. Così Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale dell’Unci AgroAlimentare.

“Al centro del confronto – prosegue il dirigente dell’associazione di settore del mondo cooperativistico – che ha visto la presenza del sottosegretario Patrizio La Pietra, della direttrice generale Graziella Romito, del direttore generale Ismea Sergio Marchi e di altri dirigenti della struttura, questioni particolarmente sentite dalla categoria come il caro-gasolio, il credito d’imposta del 20% per l’acquisto di carburante, con un importo complessivo pari a 10 milioni di euro, la misura Feampa per fronteggiare gli effetti della crisi in Medio Oriente con uno stanziamento di 70 milioni di euro, resi disponibili attraverso una rimodulazione del programma, e il nuovo provvedimento per l’attivazione di una linea di credito a tasso zero per gli operatori, denominata Cambiale Azzurra per un importo complessivo di 10 milioni di euro.

UnciAgroAlimentare ha espresso pieno apprezzamento per la tempestività con cui il Masaf ha accolto le istanze formalizzate dalla nostra organizzazione, a partire proprio dall’attivazione del nuovo strumento per la liquidità delle imprese, per il quale sarà possibile presentare istanza da domani, martedì 13 ottobre.

Abbiamo comunque evidenziato la necessità di rilanciare alcuni punti essenziali:

1. Adeguamento del “Fattore K” (Bando guerra Iran): abbiamo richiesto l’aggiornamento dell’indice per il periodo settembre-dicembre. I dati parlano chiaro: l’indice del costo del gasolio ha registrato un aumento del +68,22% da febbraio ad oggi (rispetto al +21,60% misurato a giugno).

2. Fondo emergenza gasolio e credito d’imposta: è indispensabile istituire in Legge di Bilancio un fondo dedicato al caro-gasolio e rafforzare il credito d’imposta per il semestre luglio-dicembre, con un meccanismo di attivazione automatica al superamento dell’indice dei prezzi medi.

3. Divulgazione operativa: data la rilevanza della Cambiale Azzurra, abbiamo chiesto di organizzare nei prossimi giorni un seminario informativo rivolto alle imprese e agli operatori del settore.

“La filiera ittica – ha concluso Scognamiglio – rappresenta un settore importante per l’economia delle zone costiere ed è una realtà significativa dell’agroalimentare italiano, che va salvaguardato dalle istituzioni”.

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Formazione turistica per gli operatori della Blue Economy

Formazione turistica per gli operatori della Blue Economy

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Presentato questa mattina a Pesaro, ‘PerFortuNA – Percorsi Formativi per il Turismo nella Natura e nell’Arte’, un progetto dove Federpesca è partner per la formazione. Finanziato dal Ministero del Turismo con l’Università di Bologna capofila, il percorso formativo comincerà a febbraio e sarà completamente gratuito per gli iscritti.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sviluppare nuove professionalità nel settore turistico, creando nuove opportunità occupazionali attraverso una formazione interdisciplinare che integra turismo, sostenibilità, ambiente, tecnologia e Blue Economy.

Tra i percorsi previsti rientra anche il corso “Formazione turistica per gli operatori della Blue Economy”, per il quale Federpesca è soggetto formatore. A rappresentare la Federazione, il vicepresidente nazionale Federico Bigoni.

Per approfondire: 

https://www.comune.pesaro.pu.it/novita-in-comune/dettaglio/news/a-pesaro-il-primo-corso-di-formazione-deccellenza-per-il-turismo-del-futuro/?tx_news_pi1[controller]=News&tx_news_pi1[action]=detail&cHash=b246b74bca0648aa82619bf0447c7681

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Unci AgroAlimentare, Scognamiglio: ministro Lollobrigida accoglie nostra proposta finanziamenti agevolati pesca

Unci AgroAlimentare, Scognamiglio: ministro Lollobrigida accoglie nostra proposta finanziamenti agevolati pesca

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“Constatiamo con estrema soddisfazione che il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Lollobrigida, ha accolto la nostra proposta di introdurre una linea di credito agevolata per le imprese e le cooperative della pesca, denominata ‘Cambiale azzurra”, per consentire liquidità in questa fase particolarmente difficile per il comparto”. Così Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale di Unci AgroAlimentare.

“A metà settembre – prosegue il dirigente dell’associazione di settore – abbiamo inviato ai vertici del Masaf, nelle persone del ministro, del sottosegretario di Stato La Pietra e della direttrice generale della Pesca e dell’Acquacoltura, Romito, una comunicazione nella quale avanzavamo una articolata proposta di intervento per fronteggiare l’emergenza carburanti, che ha reso insostenibile per i pescatori uscire in mare per svolgere la propria attività, e l’impegnativa fase di transizione ecologica, che rende necessari investimenti per l’adeguamento e l’ammodernamento delle imbarcazioni, frenando così anche il ricambio generazionale nella filiera.

Da parte nostra, abbiamo prospettato l’opportunità di mettere in campo non un mero contributo economico a fondo perduto di natura assistenziale, ma una vera propria piattaforma, che prevedeva misure strutturali per consentire alla pesca e alla marineria italiana, non solo di avere una sorta di zattera di salvataggio, ma l’opportunità concreta per compiere un salto di qualità tecnologico, mettendo al riparo il Paese dal rischio di un blocco totale delle attività di sbarco del pescato e garantendo al contempo l’avanzamento della spesa dei fondi comunitari.

E tra le ipotesi sottoposte all’attenzione degli esponenti di governo vi era anche l’apertura di una linea di credito dedicata e garantita, sull’esempio della Cambiale agraria, per consentire agli armatori di accedere alla liquidità necessaria per la quota d’investimento iniziale e la gestione dei flussi di cassa nelle fasi di transizione.

Il provvedimento assunto dal governo, che consente finanziamenti a tasso 0 fino a 20 mila euro, va proprio in questa direzione”.

“Si tratta di un tassello – conclude Scognamiglio – che affiancato da altre iniziative specifiche può servire a costruire una strategia complessiva per la pesca, l’acquacoltura e le attività di trasformazione connesse, per uscire da una condizione di crisi e guardare con più fiducia al futuro, continuando ad essere sempre più una risorsa per le zone costiere e un riferimento per i consumatori per un’alimentazione di qualità”.

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Pesca: Federpesca, bene Cambiale Azzurra. Una risposta concreta alla crisi di liquidità delle imprese

Pesca: Federpesca, bene Cambiale Azzurra. Una risposta concreta alla crisi di liquidità delle imprese

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Credito: Federpesca

Federpesca accoglie con favore la Cambiale Azzurra annunciata dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. La misura stanzia 10 milioni di euro per garantire liquidità immediata alle imprese della pesca e dell’acquacoltura.

“Apprezziamo un provvedimento che va nella giusta direzione, quella di sostenere subito la liquidità delle imprese in un momento di forte difficoltà, come Federpesca denuncia da mesi”, dichiara Giovanni Azzone, presidente di Federpesca. “Lo strumento della cambiale a tasso zero, con un preammortamento di due anni, potrà dare un po’ di respiro alle imprese, che oggi faticano a sostenere i costi di gestione.”

Federpesca valuta positivamente anche due novità rispetto al passato. La prima è l’assenza del click day, che in precedenza aveva penalizzato molti operatori: le domande si potranno presentare sul portale Ismea dalle ore 12:00 del 13 ottobre alle ore 12:00 del 30 ottobre. La seconda è che le risorse sono destinate esclusivamente alla pesca e all’acquacoltura.

“La volta scorsa la misura era rivolta sia alla pesca sia all’agricoltura, e il nostro settore ne è uscito penalizzato”, sottolinea Francesca Biondo, direttrice di Federpesca. “Aver previsto uno strumento dedicato significa riconoscere le specificità e le difficoltà delle imprese ittiche.”

“Se le domande dovessero superare le risorse disponibili, siamo certi che il Governo saprà valutare un’integrazione dello stanziamento”, prosegue la direttrice. “In questo momento era fondamentale attivare subito la misura, e di questo siamo soddisfatti.”

“Ringraziamo il Governo e Ismea per l’impegno e l’attenzione verso il settore”, conclude il Presidente Azzone. “Con Ismea abbiamo lavorato a stretto contatto negli ultimi mesi, grazie al protocollo d’intesa sottoscritto con Federpesca. È un lavoro che continueremo a portare avanti per dare alle imprese della pesca strumenti concreti e prospettive per il futuro.”

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