Importanti conclusioni giunte dal nostro convegno
La pesca marittima sarda produce reddito, identità e presidio territoriale. Produce anche infortuni, malattie professionali e un invecchiamento progressivo di chi lavora a bordo. Il convegno Competitività delle Imprese di Pesca e la Sicurezza a Mare ha messo questi due piani sullo stesso tavolo. Passiamo in rassegna i contenuti espressi sabato scorso.

Fragilità strutturali e leve competitive
Marco Pedol, esperto di blue economy, ha presentato i risultati dello studio Prospettive e sviluppo del settore della pesca. Flotta che invecchia, ricambio generazionale che non avviene — i giovani non entrano nel settore, chi è già in mare invecchia a bordo — margini compressi dalla grande distribuzione. Le leve esistono: innovazione tecnologica, accesso al credito, certificazione di qualità, pescato a chilometro zero. Le aree marine protette, se gestite con controlli adeguati, garantirebbero le marinerie stesse. «Se puntiamo sulla sostenibilità del prodotto costruiamo un’industria. Se puntiamo solo sulla competitività, la spostiamo altrove».
Baio: la sicurezza a bordo non è ancora cultura
Anna Baio, tecnico della prevenzione negli ambienti e nei luoghi di lavoro del Ministero della Salute, ha portato i dati. Il 18% dei fattori di rischio nasce sulle imbarcazioni da pesca (dati INAIL), con una concentrazione nella fascia over 55 — il 23% dei rischi, la categoria più presente a bordo. Il 59% degli infortuni avviene con mare calmo, forza tra 0 e 3, sul ponte e in navigazione: non nelle operazioni più difficili, ma quando il pescatore è meno attento. Fino al 2013 dominava l’ipoacusia; oggi le malattie muscolo-scheletriche sono passate dal 73% al 95% delle denunce. «Il cinquantanove per cento degli infortuni avviene con il mare calmo. Non sono le condizioni difficili a fare più danni: è il momento in cui si abbassa la guardia.»
Prevenzione e controllo in mare
Il Tenente di Vascello (CP) Mattia Caniglia, Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Arbatax, ha indicato nella cultura della sicurezza il nodo non ancora sciolto: le dotazioni a bordo non bastano se il pescatore non sa usarle. La mancanza di aggiornamento tra i marittimi è un dato. Ispezioni e controlli non sono ostacoli all’attività produttiva: sono le condizioni perché continui. «Un’imbarcazione può avere tutte le dotazioni previste dalla normativa. Se il pescatore non le usa, non salveranno nessuno.»

Corrias: le marinerie sarde aspettano risposte regionali
Il consigliere regionale On. Salvatore Corrias ha incoraggiato la strada del documento per Bruxelles: un sistema produttivo funziona solo se c’è un sistema politico che funziona. La Sardegna dispone di 37 milioni di euro sui fondi FEAMPA — da rivedere guardando come spenderli, non solo sui comprensori lagunari ma sul mare grande. L’assessorato ha aperto un tavolo blu per la transizione blu, la digitalizzazione e la formazione — elementi che una rete istituzionale deve garantire. Il dialogo con Bruxelles non si chiude qui: Corrias ha già fissato un nuovo incontro con le istituzioni europee. «Un sistema produttivo funziona se c’è un sistema politico che funziona. Trentasette milioni di fondi FEAMPA sono uno strumento: dipende da come li usiamo.»

Serpillo: punto di partenza, non di arrivo
Le conclusioni di Mario Serpillo, presidente di Agripesca. La federazione sarà presente davanti alle istituzioni — non come interlocutore episodico, ma come soggetto che porta la memoria del settore. Dal convegno uscirà un documento con tutte le criticità emerse — sicurezza, imbarcazioni, filiera — da portare a Bruxelles con richiesta esplicita alle amministrazioni che lavorano per il settore. I corsi Agripesca–INAIL già attivi in tutta Italia sono parte della stessa strategia: la cultura che genera consapevolezza è un valore indispensabile. «Innovazione e competitività non hanno fondamenta solide se non partono dalla tutela concreta di chi sta in mare ogni giorno.»
«Non ce ne andiamo perché è finito il dibattito. Ce ne andiamo per darvi conto di questo lavoro e per fare sì che la pesca torni ad essere all’attenzione delle istituzioni, per dare supporto dove possibile.»






