Autore: Andrea Martire Pagina 1 di 21

Agosto, i bandi in arrivo per la pesca

Una breve panoramica sulla produzione regionale di questi giorni

Mentre gli italiani si godono le meritate vacanze, il comparto pesca non si ferma. Sono parecchi i bandi in pubblicazione, da parte delle Regioni, in questi giorni.

Ecco una rapida panoramica ed i link diretti che portano ai documenti ufficiali;

Pesca, 3 milioni per il Fondo di solidarietà nazionale

La somma va a sostegno delle imprese colpite da calamità naturali

Il Consiglio dei ministri ha approvato, ieri, un provvedimento che rifinanzia – con 3 milioni di euro per l’anno 2026 – il Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura. L’intento è quello di rafforzare il sostegno alle imprese della pesca e dell’acquacoltura colpite da calamità naturali e da eventi meteorologici e meteomarini eccezionali.

L’intervento intende garantire un ulteriore supporto agli operatori del comparto che hanno subito danni alle produzioni, e alle strutture produttive, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, caratterizzato da eventi climatici sempre più intensi e frequenti.

Peschereccio in difficoltà – Immagine generata con A.I.

Le risorse aggiuntive saranno destinate al “Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura”, e consentiranno di attivare gli interventi previsti dalla normativa vigente a favore delle imprese danneggiate.

Il rifinanziamento si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse dal Governo per affrontare gli effetti del cambiamento climatico e per garantire la continuità operativa delle imprese che contribuiscono alla sicurezza alimentare, allo sviluppo economico delle comunità costiere e alla valorizzazione delle produzioni ittiche italiane.

Mediterraneo ormai come i Caraibi, fino a 25° in profondità

Il grido d’allarme lanciato da Copernicus

I negazionisti del clima dicono che sì, fa caldo ed è normale perché siamo a pochi giorni da agosto. Ma forse i pesci del mare nostrum avrebbero qualcosa da aggiungere. Assistiamo a temperature sottomarine mai viste prima, con picchi di 25° fino a 40 metri sott’acqua.

L’intervento di Copernicus

È la realtà dei mari italiani e del Mediterraneo che, per temperature, oggi si sta avvicinando ai Caraibi. Di recente, i dati del servizio satellitare europeo Copernicus hanno esplicitato come il Mare Nostrum, per via dell’impennata del clima, abbia toccato punte addirittura di +8° rispetto alle medie, con valori anomali (+5°) in Italia, in Sardegna o nel Tirreno. E siamo “solo” a luglio.

Il malessere della profondità

Nel rapporto, vengono analizzate le ondate di calore marine registrate nel 2025 in 14 stazioni di monitoraggio, di cui tredici in aree marine protette (Amp). Il quadro che emerge è preoccupante: i mari italiani continuano a scaldarsi, con ondate di calore fino a 40 metri di profondità, fenomeni di necrosi o sbiancamento su gorgonie e coralli, non mancano timori per la costante espansione di specie termofile e aliene.

Fondali sbiancati e secchi – Immagine creata con A.I.

I casi specifici

In Sardegna, tra fine maggio e luglio, sono state registrate anomalie massime della temperatura superficiale di 3,5 gradi sopra la soglia climatologica all’Asinara. Valori simili anche a Tavolara o Capo Carbonia, oppure a Capo Milazzo (quasi +3°) in Sicilia. Tra i 30 e i 40 metri di profondità sono stati misurati anche 25°C che espongono a un forte stress gli organismi sui fondali rocciosi.

All’Elba, sempre in profondità, è invece emerso un progressivo deterioramento dello stato ecologico delle comunità bentoniche e delle gorgonie. “Per questo“, chiude Greenpeace, “dobbiamo aumentare le protezioni e ridurre le emissioni. Perché nessuna area è più al riparo dagli effetti della crisi climatica“.

Le implicazioni per la pesca

Agripesca esprime grande preoccupazione per l’andamento climatico. “I danni per la pesca sono incalcolabili, commenta il Presidente Serpillo, con colonie di pesci sempre meno numerose poichè è più difficile per loro trovare cibo in quanto l’habitat naturale sta mutando rapidamente. Non possiamo più attendere, dobbiamo darci da fare”.

Pesca, protocollo d’intesa Ue-Seychelles

L’accordo rende catturabili fino a 55.000 tonnellate di tonno, e altre specie migratrici, all’anno

L’Unione europea e le Seychelles hanno appena perfezionato un protocollo dell’accordo di partenariato per una pesca sostenibile, che concede alla Ue l’accesso alle acque delle Seychelles per un periodo di quattro anni. Obiettivo è pescare fino a 55.000 tonnellate di tonno, e altre specie migratrici, all’anno.

Campo d’azione del protocollo

In base al protocollo, fino a 30 pescherecci dell’UE con reti a circuizione, e 8 pescherecci con palangari, potranno ottenere una licenza e riprendere le loro attività, interrotte da quando il protocollo precedente è scaduto lo scorso 23 febbraio.

Il rinnovato partenariato odierno con le Seychelles dimostra ciò che l’UE rappresenta: una cooperazione affidabile, una pesca sostenibile e un’economia più forte“, ha dichiarato Costas Kadis, commissario per la Pesca e gli oceani. “Il rinnovo del nostro partenariato è positivo per i nostri pescatori, per le Seychelles e per la salute a lungo termine del nostro oceano condiviso“.

Tonni pescati nell’Oceano – Immagine generata con A.I.

Il comune impegno verso la sostenibilità

Il protocollo rafforza l’impegno comune in favore di una pesca sostenibile e del progresso economico reciproco, nonché la loro proficua collaborazione nella governance della pesca. In qualità di partecipanti attivi alla Commissione per il tonno dell’Oceano Indiano (Iotc), sia l’UE che le Seychelles hanno l’obiettivo di trovare un equilibrio tra sostenibilità ambientale e redditività economica, garantendo significative possibilità di pesca per la flotta dell’UE nel rispetto delle esigenze dell’ecosistema.

Il contributo totale dell’UE nell’ambito di questo nuovo protocollo ammonterà a 23 milioni di euro in quattro anni, di cui 3 milioni di euro sono destinati al sostegno al settore della pesca sostenibile nelle Seychelles. In aggiunta, gli armatori europei verseranno alle Seychelles una licenza e una tassa di cattura di 90 euro per tonnellata, nonché una tassa dedicata alla gestione ambientale e all’osservazione degli ecosistemi marini nelle acque delle Seychelles.

Quanto pesa il tonno

Il tonno è il prodotto acquatico più consumato nell’Unione europea. Nel 2024 rappresentava l’11% del volume totale delle importazioni di prodotti della pesca e dell’acquacoltura dell’UE. L’accordo consente alle navi dell’UE di soddisfare parte di questa domanda e di ridurre la dipendenza dell’UE dalle importazioni di pesce.

Il nuovo protocollo si applica a decorrere da ieri, ed entrerà in vigore non appena sarà completato il processo di ratifica da parte di entrambe le parti. Da parte dell’UE, ciò implica l’approvazione del Parlamento europeo.

Mediterraneo sempre più caldo, addio spaghetti alle vongole e sautè di cozze?

Il surriscaldamento sta facendo strage di molluschi, già minacciati dall’invasione del granchio blu

Con il surriscaldamento globale non si scherza, e adesso giunge una minaccia che rischia di trovare adepti alla teoria del climate change, che anche i mari subiscono. Addio agli spaghetti alle vongole, al sautè di cozze e alle alici marinate, dunque?

Attacco ai molluschi

In questa caldissima estate l’allarme è reale e la responsabilità viene attribuita al mare sempre più bollente.

Sauté di cozze, delizia che rischia di scomparire – Immagine creata con A.I.

Il surriscaldamento che, oltre a decimare cozze e vongole, minaccia da vicino anche il pesce azzurro e fa sparire il mangime necessario per gli impianti di acquacoltura. Si tratta dell’ennesima emergenza per le imprese ittiche, provocata dagli effetti del surriscaldamento delle acque e dal cambiamento climatico.

Fra i settori più colpiti proprio quello della molluschicoltura.

Cosa succede in Italia

Nella laguna del Delta del Po la temperatura dell’acqua ha superato i 30 gradi causando una moria di cozze, vongole e altri organismi marini. In Veneto, nella Sacca di Scardovari in provincia di Rovigo, un’area che dal 2015 è Riserva di Biosfera MaB Unesco, è stata sospesa la vendita delle cozze Dop che mostravano segnali di sofferenza.

Nel più importante areale nazionale, al largo del delta del Po, lo scarso ricambio idrico e la proliferazione di microalghe hanno portato a perdite fino al 90% di vongole allevate, a causa dell’anossia, la totale mancanza di ossigeno a livello cellulare.

E tutto questo va a danneggiare un’area già pesantemente colpita dall’invasione del granchio blu.

Lungo la costa marchigiana, inoltre, si teme per il rischio di formazione della mucillagine, favorita dalle temperature del mare così alte.

Allarme anche per il pesce azzurro

L’allarme riguarda anche i menu con il pesce azzurro, prezioso patrimonio della gastronomia di mare made in Italy. In questo caso, il surriscaldamento dell’acqua riduce l’ossigeno disponibile e fa diminuire la produzione di plancton di cui si nutrono sardine e acciughe, compromettendone la fase riproduttiva e pertanto la sopravvivenza delle larve di tali pesci.

Vengono colpite anche le specie destinate all’alimentazione degli allevamenti e di conseguenza diminuisce anche il mangime disponibile.

Il pesce azzurro, in grande sofferenza

I rimedi a nostra disposizione

Nel medio-lungo periodo la sfida dovrebbe essere quella di rafforzare il monitoraggio delle acque in tempo reale, migliorare la gestione idraulica delle sacche e investire su ricerca e strategie di adattamento delle produzioni.

E vanno sempre ricordate le raccomandazioni ai consumatori che comprano vongole e cozze; non vanno mangiate crude. E occorre anche ricordarsi di scartare, sempre, i molluschi che hanno le valve aperte prima della cottura (che deve essere almeno di cinque minuti) o chiusi ermeticamente dopo che vengono bolliti.

Acquistare solo le confezioni con le etichette tracciate e il bollo sanitario che indichi il centro di depurazione. In Italia abbiamo tante aziende che lavorano onestamente, pur tra tante difficoltà, come Agripesca si sforza da tempo di dire, anche con il progetto “Custodi del Mare”, che mette in attuazione il PNT 2025 – 27.

Pagina 1 di 21

Made with & by Matacotti Design

Privacy & Cookie Policy