Mese: Febbraio 2026 Pagina 1 di 8

Fondo Unico UE, nuovo allarme per la pesca

Fondo Unico UE, nuovo allarme per la pesca

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“La Corte conferma le nostre preoccupazioni: il rischio è una burocrazia paralizzante e la perdita di identità della pesca. La lettera che abbiamo inviato alla von der Leyen resta attuale: serve autonomia e certezza per le imprese.” – Il progetto della Commissione europea di istituire un “Fondo Unico” per il periodo 2028-2034, che accorpi Agricoltura, Pesca e Coesione, ha ricevuto una pesante bocciatura tecnica dalla Corte dei Conti europea (ECA). Un verdetto che rafforza la posizione di Confcooperative FedAgriPesca, già espressa con forza nella lettera inviata nelle scorse settimane alla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.

Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative FedAgriPesca, commenta con durezza le conclusioni del documento ECA 05/2026: “Quello che la Corte definisce oggi come ‘rischio di incertezza legale’ e ‘complessità burocratica’ è esattamente ciò che avevamo denunciato nella nostra missiva alla Presidente von der Leyen. Non si può pensare di gestire la specificità della pesca e dell’agricoltura all’interno di un unico calderone indistinto, sacrificando l’efficienza sull’altare di una semplificazione che, nei fatti, si preannuncia come un labirinto amministrativo”.

Secondo il parere della Corte dei Conti, la nuova architettura proposta dalla Commissione presenta lacune critiche: la mancanza di una definizione chiara di “valore aggiunto Ue”, la difficoltà di tracciare i fondi fino ai beneficiari finali e il rischio di una frammentazione della Politica Comune che colpirebbe la competitività delle imprese.

“La Corte è stata cristallina” – prosegue Tiozzo – “avvertendo che l’accorpamento delle politiche potrebbe generare disparità di trattamento tra gli operatori dei diversi Stati membri. Per il settore ittico, già provato da anni di restrizioni, la prospettiva di dover competere per le risorse all’interno di Piani di Partenariato Nazionale dominati da altre logiche è inaccettabile. Come abbiamo scritto alla von der Leyen, la Pesca e l’Agricoltura non sono semplici voci di bilancio, ma pilastri della sovranità alimentare e della tenuta sociale dei territori”.

Confcooperative FedAgriPesca rilancia quindi la “posizione italiana”, chiedendo al Governo e ai rappresentanti a Bruxelles di fare muro contro un’impostazione che rischia di ritardare l’erogazione dei fondi e di rendere opaca la gestione delle risorse.

“Chiediamo che venga preservata l’autonomia finanziaria e gestionale dei fondi dedicati alla pesca e all’agricoltura. La flessibilità non deve diventare anarchia amministrativa. Se la Commissione non ascolterà i rilievi della Corte dei Conti e le istanze del mondo produttivo, il nuovo bilancio 2028-2034 segnerà il declino definitivo della capacità dell’Europa di sostenere le proprie imprese primarie”, conclude Tiozzo.

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Pescaturismo in Sicilia: cresce il portale del progetto T.I.D.E.

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Grazie al progetto T.I.D.E. – Tradizione, Inclusione, Diversificazione ed Ecoturismo, sostenuto da un finanziamento dell’Unione Europea, prende forma uno dei risultati più concreti del percorso: Pescaturismo in Sicilia, il portale online pensato per valorizzare e rendere più accessibili le esperienze legate al mare nell’Isola. È qui, su pescaturismoinsicilia.it, che l’offerta può essere raccontata in modo chiaro, aggiornata con continuità e resa più semplice da consultare per chi cerca esperienze autentiche tra pesca, biodiversità e cultura costiera.

Il portale nasce con un’idea precisa: trasformare il pescaturismo e l’ittiturismo in una proposta più strutturata e visibile, capace di intercettare domanda turistica e generare ricadute economiche sul territorio. Non una semplice vetrina, ma uno strumento operativo: schede attività, contenuti aggiornabili, gestione delle richieste e un’impostazione pensata per accompagnare il visitatore dalla scoperta alla prenotazione, rafforzando l’attrattività della Sicilia costiera e il lavoro degli operatori.

Due giornate di formazione per farlo funzionare davvero

Per rendere gli operatori autonomi nella gestione del portale e nel passaggio dall’esperienza “raccontata” all’offerta “vendibile”, il Team di progetto ha programmato due appuntamenti formativi gratuiti al Civic Center, Corso Vittorio Veneto 201, Mazara del Vallo (TP), con possibilità di partecipare anche in modalità ibrida. In entrambi i giorni si parte dalle 9:00.

Mercoledì 18 febbraio 2026 è dedicato alla parte più pratica: sono previste due sessioni da circa due ore ciascuna per lavorare su accesso e impostazioni, inserimento e aggiornamento dei contenuti su pescaturismoinsicilia.it, gestione autonoma di richieste e prenotazioni e indicazioni operative per mantenere la piattaforma aggiornata e funzionale.

Giovedì 19 febbraio 2026 il focus si sposta sull’offerta e sulla promozione: un unico appuntamento articolato in tre sessioni da circa due ore ciascuna dedicate all’implementazione dei pacchetti turistici e alle strategie di marketing. Si affronteranno temi legati all’accoglienza, all’organizzazione operativa, ai casi studio applicabili al contesto locale, all’integrazione dei pacchetti in un’offerta strutturata e promuovibile e ai metodi di comunicazione e marketing online/offline. Durante la giornata interverranno anche un biologo e una guida turistica, per rafforzare biodiversità e racconto del territorio dentro l’esperienza complessiva.

Perché aderire al portale conviene anche a chi non è ancora presente

Il valore di Pescaturismo in Sicilia cresce con la rete: più attività entrano, più l’offerta diventa completa per territori, stagionalità e tipologie di esperienza. Questo significa una piattaforma più credibile per il pubblico e, di conseguenza, più occasioni di contatto per chi opera nel settore. In una fase in cui il turismo chiede autenticità ma anche semplicità — informazioni chiare, proposte ben descritte, risposte rapide — un portale settoriale dedicato può diventare un acceleratore reale di domanda, non un contenitore “di facciata”.

Per partecipare alle giornate formative o chiedere informazioni sull’adesione al portale è possibile scrivere a redazione@pesceinrete.com.

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Alaska Seafood partecipa al SANA Food 2026

Alaska Seafood partecipa al SANA Food 2026

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Torna, a Bologna Fiere, dal 22 al 24 febbraio, SANA Food, l’appuntamento B2B, per professionisti del settore Horeca e Retail.

L’alimentazione sostenibile e consapevole sarà al centro dell’attenzione di questa edizione.

Salute e ambiente sono dunque al primo posto per valorizzare il settore agroalimentare biologico come scelta etica, non solo per senso di responsabilità ma anche per mantenere altamente qualificata la cucina del nostro Paese.

La presenza a Sana Food delle specie ittiche dell’Alaska è la testimonianza che bontà, qualità, naturalità e sostenibilità sono imprescindibili per nutrire e mantenere in buona salute il nostro organismo.

In Alaska il futuro degli stock ittici e dell’ambiente sono più importanti delle opportunità immediate della pesca commerciale.

Infatti, tutti i pesci dell’Alaska sono selvaggi, frutto di un grande senso di responsabilità sia da parte dello Stato sia dalla stretta osservanza delle leggi da parte degli operatori del settore per i quali la sostenibilità ambientale è una priorità assoluta.

Nel 1959, alla nascita dello Stato avvenuta il 3 gennaio di quell’anno, i legislatori hanno inserito in Costituzione la sostenibilità della pesca con questa dichiarazione: “I pesci e tutta la fauna ittica dovranno essere utilizzati, sviluppati e conservati secondo i principi dell’ecosostenibilità”. Su queste basi vengono promulgate le leggi che tutelano l’ecosistema definendo i limiti del pescato annuale così da evitare sprechi e garantire la riproduzione delle varie specie.

Tutti i pesci dell’Alaska sono selvaggi e sostenibili, in quanto nascono, vivono e crescono in acque incontaminate e si nutrono esclusivamente di ciò che offre il loro habitat senza alcun intervento umano sulla loro alimentazione. Ed è proprio grazie a queste leggi e a questa grande attenzione alla salute dei mari che non esiste alcun rischio di estinzione.

Tutti gli aspetti della pesca al salmone dell’Alaska sono rigorosamente regolamentati, costantemente monitorati e rigidamente applicati. I rigorosi regolamenti e le politiche di pesca stabiliti dall’Alaska Board of Fisheries e messi in atto dall’ADFG (Alaska Department of Fish and Game) assicurano che le popolazioni di salmone vengano gestite per garantire il massimo sfruttamento sostenibile. La pesca al salmone dell’Alaska è certificata da organismi indipendenti come pesca sostenibile sia dal programma della Gestione Responsabile della Pesca in Alaska, sia dal Marine Stewardship Council.

I pesci dell’Alaska si definiscono selvaggi perché nascono e crescono in acque incontaminate del nord dell’oceano Pacifico, nutrendosi esclusivamente di ciò che offre l’habitat in cui vivono, senza alcun intervento umano.

Al Padiglione C, stand 18, saranno esposti quelli che da sempre vengono definiti “i gioielli del Pacifico”, dagli splendidi esemplari di Salmone selvaggio al Carbonaro, grande protagonista nel menù dei più famosi ristoranti stellati internazionali, al maestoso e affascinante Granchio Reale, all’Ikura, le gustosissime uova di salmone Keta e Argentato, che sono considerate il caviale rosso dell’Alaska.

Personale qualificato sarà a disposizione degli operatori del settore e del pubblico accreditato per fornire tutte le informazioni sulle caratteristiche e sulle virtù delle varie specie. Virtù che vanno dall’alto contenuto di preziosi Omega-3, alle vitamine, a magnesio e potassio.

Per un irresistibile momento di gusto, presso lo stand, hostess dedicate prepareranno sfiziosi stuzzichini di pregiato salmone selvaggio affumicato.

Per saperne di più potete visitare il sito: www.alaskaseafood.it ricco di notizie e di ricette.

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Indo Fisheries Expo & Forum 2026, dal 16 al 18 giugno a Tangerang

Indo Fisheries Expo & Forum 2026, dal 16 al 18 giugno a Tangerang

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Indo Fisheries Expo & Forum, organizzato da PT Napindo Media Ashatama (Napindo), continua a rafforzare il proprio ruolo come piattaforma strategica per lo sviluppo dell’industria della pesca e dell’acquacoltura in Indonesia, con un focus sempre più marcato sul comparto gambero.

Il contesto di mercato spiega perché il gambero resti un dossier centrale. Secondo i dati del Ministero indonesiano degli Affari Marittimi e della Pesca, al terzo trimestre del 2025 la produzione ittica nazionale ha raggiunto 18,64 milioni di tonnellate, con un contributo rilevante dell’acquacoltura. Sul fronte export, i gamberi si confermano la principale commodity del Paese: a ottobre 2025 il valore delle esportazioni ittiche ha toccato 5,07 miliardi di dollari, con un surplus commerciale di 4,53 miliardi. Numeri che consolidano la posizione dell’Indonesia nei flussi globali e che, allo stesso tempo, aumentano l’attenzione internazionale sugli standard di conformità.

Proprio l’adeguamento agli standard dei mercati di destinazione è uno dei temi più sensibili per la filiera. Negli ultimi mesi, l’evoluzione dei requisiti legati a sicurezza alimentare, controlli e tracciabilità ha imposto al settore una risposta rapida e strutturata, anche alla luce di criticità che nel 2025 hanno inciso temporaneamente sulla continuità delle esportazioni. In questo quadro, il governo ha rafforzato le misure a tutela della credibilità internazionale del prodotto.

Un passaggio chiave riguarda la cooperazione tra il Ministero (KKP), attraverso l’Agenzia per la Garanzia della Qualità, e l’Agenzia di Regolamentazione dell’Energia Nucleare (BAPETEN), con l’obiettivo di implementare la certificazione dei gamberi “Cs-137 free”. L’iniziativa si basa su test di laboratorio integrati e sull’utilizzo di strutture analitiche distribuite in diverse regioni del Paese, inserite nel sistema nazionale di monitoraggio della qualità dei prodotti ittici destinati all’export.

Il quadro che emerge è quello di un’industria che non può più giocare la partita solo sulla crescita delle quantità: la competitività passa dalla capacità di dimostrare conformità, affidabilità e trasparenza lungo la filiera. Indo Fisheries, in questo senso, si propone come luogo di convergenza tra imprese, istituzioni, associazioni e stakeholder per discutere di standard, innovazione e pratiche di acquacoltura sostenibile, in una fase in cui i mercati internazionali richiedono prove sempre più solide a supporto delle forniture.

L’evento Indo Fisheries Expo & Forum 2026 è in programma dal 16 al 18 giugno 2026 presso il Nusantara International Convention Exhibition (NICE) PIK 2, a Tangerang, in contemporanea con altre manifestazioni settoriali dedicate a zootecnia, mangimistica, lattiero-caseario, agrotech e sanità veterinaria. Tra i format annunciati figura anche un programma di business matching pensato per connettere esportatori indonesiani e buyer internazionali, inclusi quelli europei, in un contesto sempre più regolato da requisiti tecnici e di sicurezza.

Per gli operatori del commercio internazionale, il caso Indonesia è indicativo: la leadership nell’export del gambero si difende non solo con capacità produttiva, ma con un’evoluzione di sistema che integra controlli, tracciabilità e standardizzazione, in linea con la crescente selettività dei mercati di destinazione.

Sul fronte operativo, gli organizzatori segnalano che il team Indo Fisheries sarà presente a Yogyakarta l’11 e 12 febbraio 2026 presso il Royal Ambarrukmo (Kasultanan Ballroom), allo stand n. 18, nell’ambito delle attività di networking e promozione dell’edizione 2026.

 

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Packaging as a Strategic Lever: From Cost to Value Infrastructure

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For a long time, packaging sat at the center of a polarized debate, caught between its essential protective function and criticism related to environmental impact and material overuse. In recent years, however, the discussion has shifted toward a broader and more mature perspective, one that recognizes packaging as a strategic asset in value creation, price management, and the relationship between brands and consumers.

In a context marked by economic instability, inflationary pressure, and growing demand for transparency, packaging is no longer limited to containing and informing. It has become an integral part of the product offering itself—not as a decorative layer, but as a functional, communicative, and in some cases technological infrastructure capable of addressing new and documented needs.

A first area of evolution concerns the integration of price into the package itself. In several European retail experiences, price is no longer communicated as a temporary or promotional element, but is embedded directly into packaging design. This approach, often referred to as Brand Price Pack, aims to convey a sense of long-term stability and affordability, clearly differentiating itself from short-term discount-driven strategies.
The *Price Packs introduced by PENNY in Germany are frequently cited in industry literature as a case study in using packaging to reinforce consumer trust during periods of strong price volatility.

Alongside the economic dimension, packaging is also reclaiming and expanding its protective role through technological innovation. Applied research on materials and labels has led to solutions that improve product preservation and reduce risks associated with use and consumption. A documented example is the Fridge Label developed by Groupe MAG in collaboration with the agency LG2. This refrigerating label, based on insulating silica aerogel, is designed to maintain suitable temperatures for longer periods under critical conditions. In this case, packaging directly contributes to risk management without altering product formulation.

A similar approach, applied in the healthcare sector, can be found in the photoluminescent labels introduced in Puerto Rico by Farmacias Plaza in partnership with Alivia Health. Designed to glow in the dark, these labels were created to reduce medication errors in a context characterized by frequent power outages. According to industry analyses released after the project received recognition at the Cannes Lions 2025, the initiative achieved rapid adoption and measurable impact on prescriptions—demonstrating how packaging can take on a public service function.

At the same time, packaging continues to play a central role in brand identity building, but in increasingly structured ways. Several recent projects show how packaging can function as a coherent narrative system without sacrificing clarity or usability. The Good To Read Packs project by Bennet, for example, integrates literary excerpts on everyday consumer goods, building on documented insights into how consumers engage with nutritional and cultural information. In this case, packaging becomes an additional brand touchpoint without altering the product’s primary role.

The visual identity refresh of Domino’s Pizza, launched after more than a decade of graphic continuity, also placed packaging at the core of its strategy, using it to enhance recognition and consistency across the consumption experience. In the preserved foods segment, the rebranding of Pomilia illustrates how packaging can act as a tool of continuity, preserving historical elements while translating them into a contemporary visual language across a broad product portfolio.

Despite differences in sector and objectives, these cases converge on a common conclusion: packaging is no longer merely an operational cost, but a design lever capable of generating measurable value. For the seafood sector as well—where safety, preservation, and transparency requirements are particularly stringent—packaging represents a tangible space for innovation. Beyond environmental sustainability, today’s challenge increasingly concerns the economic and relational sustainability of products in the marketplace. In this scenario, packaging stands out as one of the most relevant tools available to companies.

PENNY’s Price Packs (Germany) are a packaging campaign for private-label products in which the pack itself becomes a large price tag: minimal graphics and a prominently printed price as the dominant visual element.

For more insights on the future of Italian and European fisheries and the blue economy, follow ongoing coverage and analysis on Pesceinrete.

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