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La pesca artigianale rappresenta circa l’85% della flotta europea e dà lavoro a circa 100.000 persone, ma la sua presenza nelle aree marine è ancora documentata in modo incompleto. Il progetto EM4SSF, coordinato dal CNR, sperimenta in cinque Paesi un metodo comune per raccogliere e interpretare i dati GPS insieme ai pescatori.

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Una flotta può rappresentare la maggioranza delle imbarcazioni e restare poco visibile nelle informazioni utilizzate per decidere come gestire il mare. Accade alla piccola pesca europea: in molte aree costiere i dati disponibili non consentono ancora di descrivere con sufficiente precisione dove operino le unità artigianali e quanto siano frequentate le diverse zone.

La lacuna conta quando si devono valutare misure di gestione, tutela degli ecosistemi e utilizzi concorrenti degli spazi marini. Il progetto EM4SSF, coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e cofinanziato dal Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA), punta a costruire una base di dati più solida e confrontabile.

Cinque flotte pilota per un metodo comune

EM4SSF coinvolge partner di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Danimarca, con cinque casi studio tra Mediterraneo, Atlantico e Mare del Nord. A ottobre 2026 i localizzatori GPS stanno raccogliendo dati sulle imbarcazioni coinvolte in tutte le aree pilota.

La raccolta è prevista per almeno sei mesi. Le informazioni saranno sottoposte a procedure comuni di controllo della qualità e analisi, con l’obiettivo di sviluppare protocolli replicabili anche al di fuori dei casi studio.

Registrare una posizione, però, non significa conoscere automaticamente l’attività di pesca. I tracciati devono essere interpretati: uno spostamento può riferirsi alla navigazione oppure a una fase operativa. Per distinguere le situazioni occorrono metodi adeguati e, quando disponibili, informazioni complementari.

Riservatezza e fiducia dei pescatori

Il progetto coinvolge direttamente pescatori, ricercatori, autorità, organizzazioni non governative e fornitori di tecnologia nella definizione degli strumenti. Il confronto riguarda anche un nodo concreto: le rotte e le aree di pesca possono rivelare informazioni commercialmente sensibili.

Durante un incontro presso l’Universitat Politècnica de Catalunya, le richieste degli stakeholder sulla riservatezza, sull’utilizzabilità e sulla fiducia nei dati sono state integrate nella progettazione delle analisi. Resta fondamentale chiarire chi possa accedere alle informazioni, con quale dettaglio e per quali finalità.

Per Anna Nora Tassetti, coordinatrice scientifica di EM4SSF presso il CNR-IRBIM, la sfida è rendere visibile la piccola pesca non soltanto sulle mappe, ma nelle decisioni che influenzano il futuro del mare.

Perché questi dati contano nella pianificazione del mare

La pianificazione dello spazio marittimo organizza la convivenza tra pesca, tutela ambientale e altre attività. Se una componente della flotta è rappresentata male, diventa più difficile valutarne la presenza effettiva nelle zone interessate dalle decisioni.

Mappe più attendibili possono documentare l’uso delle aree costiere e migliorare il confronto tra operatori e amministrazioni. La disponibilità dei dati, però, non garantisce da sola una maggiore tutela: sarà decisivo il modo in cui verranno interpretati e portati nei processi decisionali, mantenendo il coinvolgimento dei pescatori anche dopo la fase di raccolta.

EM4SSF ha ricevuto nel 2026 l’Atlantic-WestMED Project Award nella categoria dedicata alla pianificazione dello spazio marittimo. La Commissione europea descrive il progetto e i cinque casi studio nella scheda ufficiale CINEA.

Il tracciamento dal 2028 e le deroghe previste

Questa sperimentazione è distinta dagli obblighi stabiliti dal Regolamento (UE) 2023/2842, che dal 10 gennaio 2028 estenderà le disposizioni sul monitoraggio della posizione anche ai pescherecci di lunghezza fuori tutto inferiore a 12 metri. Per queste unità sono ammessi anche dispositivi portatili, diversi dai sistemi installati stabilmente a bordo delle navi maggiori, purché rispettino i requisiti previsti.

Fino al 31 dicembre 2029, gli Stati membri potranno esentare determinate unità sotto i 9 metri soltanto quando ricorrano tutte le condizioni stabilite dalla norma: attività esclusivamente in specifiche acque costiere o interne alle linee di base, eventuale utilizzo di soli attrezzi passivi entro sei miglia, uscite non superiori a 24 ore e assenza di particolari restrizioni nelle aree di pesca interessate. Non si tratta, quindi, di un’esenzione generalizzata per tutte le barche sotto i 9 metri.

Il monitoraggio delle imbarcazioni riguarda la posizione e l’attività delle flotte; va distinto dalla tracciabilità digitale dei prodotti ittici lungo la filiera, che risponde a finalità e obblighi differenti.

EM4SSF può contribuire a capire come rendere i dati spaziali più affidabili e realmente utilizzabili. Per la piccola pesca il punto decisivo non sarà soltanto comparire su una mappa: sarà partecipare anche alla definizione delle regole con cui quella mappa viene letta e impiegata.

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L’articolo Pesca artigianale, i dati GPS per dare voce alle piccole flotte proviene da Pesceinrete.

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