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Comunicati e comunicazioni stampa

Agripesca Calabria contro l’immobilismo che paralizza il porto di Catanzaro

«L’insabbiamento del porto di Catanzaro continua a rappresentare una ferita aperta per l’intero comparto della pesca. Da gennaio, da quando il ciclone Harry si è abbattuto su di noi, i pescatori sono costretti a convivere con una situazione divenuta ormai insostenibile, senza che vi siano stati interventi concreti e risolutivi da parte degli enti preposti. In tale contesto si inserisce anche la posizione dei consiglieri comunali Sergio Costanzo e Antonio Corsi, che da tempo sollecitano interventi urgenti sul tema”, la parole di denuncia del Presidente Agripesca Calabria, Gregorio Carello.

Un’immagine del maltempo invernale

Le imbarcazioni non riescono ad operare regolarmente e molti operatori del settore sono costretti a raggiungere porti vicini per poter svolgere il proprio lavoro, affrontando ulteriori costi e disagi in un momento già particolarmente difficile dal punto di vista economico. L’aumento del prezzo del carburante, le spese di gestione e la crisi che interessa il settore stanno mettendo a dura prova la tenuta delle imprese della pesca e delle famiglie che da esse dipendono.

“Il Comune di Catanzaro non può rimanere a guardare: si tratta di un comparto importante non solo per la città ma per l’intera provincia. Agripesca Calabria esprime forte preoccupazione per una situazione che si trascina da troppo tempo, con continui rimbalzi di responsabilità tra gli enti competenti. L’unica certezza, al momento, è che a pagare le conseguenze sono i pescatori, insieme ai loro dipendenti e alle loro famiglie, che continuano a subire disagi economici e operativi sempre più pesanti”, continua Carello.

Come Agripesca non possiamo assistere in silenzio a questa situazione. “Chiediamo alla Protezione Civile regionale e al dottor Costarella di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Sappiamo che vi sono state interlocuzioni e impegni assunti nel tempo sia con il Comune di Catanzaro sia con la nostra Assemblea, ma ad oggi dobbiamo registrare con amarezza che i risultati sono inesistenti. I pescatori attendono risposte e soprattutto fatti. Con l’avvio della stagione estiva ormai imminente, il permanere dell’insabbiamento rischia di provocare ulteriori danni non solo ai lavoratori del mare, ma anche all’economia turistica e commerciale del territorio. Il porto di Catanzaro rappresenta una risorsa strategica che non può essere lasciata nell’abbandono”, la tesi del presidente Carello che continua: “Rivolgiamo un accorato appello al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, affinché intervenga personalmente per sbloccare una vicenda che si trascina da troppo tempo e per garantire l’immediato avvio delle operazioni necessarie al ripristino della piena funzionalità dello scalo”.

Un’immagine del Presidente Agripesca Calabria, Carello

Ci sembra una battaglia di buon senso, che va oltre gli schieramenti politici e che riguarda il diritto dei lavoratori del mare a poter svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza e dignità.

I pescatori chiedono soltanto di poter lavorare con dignità e sicurezza. Non cercano privilegi, ma il rispetto dei loro diritti e della loro professionalità. È arrivato il momento di trasformare le promesse in azioni concrete. Ogni ulteriore ritardo sarebbe incomprensibile e inaccettabile.

Giornata mondiale degli Oceani, il trattato sull’Alto Mare

Come ogni 8 giugno dal 2008, la Giornata mondiale si celebra per riconoscere l’importanza degli oceani; ne abbiamo parlato con il Presidente Serpillo.

La ricrorrenza venne istituita per riconoscere l’importanza dell’Oceano come fonte di sostentamento di tutta la vita sulla Terra. Ma le sfide che l’Oceano deve affrontare continuano ad aumentare, per il riscaldamento delle acque, l’estrazione, la pesca eccessiva e la perdita di biodiversità.

Il riscaldamento delle acque provoca la fuga dei pesci

“Tutti temi di cui parliamo nel nostro progetto, Custodi del Mare”, specifica il Presidente Serpillo. E per tale ragione, cresce anche la necessità di comprenderli meglio e di mobilitarsi a livello globale”.

La celebrazione di quest’anno

La celebrazione annuale dell’oceano è organizzata dalla Divisione per gli affari oceanici e il diritto del mare dell’Ufficio degli affari legali delle nazioni Unite, in collaborazione con Oceanic Global, che hanno dedicato la giornata del 2026 al tema “Reimmaginare”. Oltre il mondo che conosciamo, è necessario reimmaginare un nuovo rapporto con il nostro oceano, agendo all’unisono.

“Per tanto, troppo tempo abbiamo trattato l’Oceano come qualcosa di vasto, ma distante e separato da noi. Ma è stato un grave errore, cui dobbiamo porre rimedio. Ne va della nostra stessa esistenza, e non parlo solo dei pescatori”.

Il Trattato sull’Alto mare

La novità degli ultimi tempi è un trattato internazionale. E’ entrato in vigore l’accordo BBNJ (Biodiversity Beyond National Jurisdiction) conosciuto come Trattato sull’Alto mare, che configura l’inizio di una trasformazione delle politiche globali di conservazione.

Il Trattato sull’Alto mare è stato aperto alla firma degli Stati il 20 settembre 2023. Con la firma, i Paesi hanno manifestato la loro volontà di ratificare e di acconsentire formalmente alla nuova normativa internazionale. Il 19 settembre 2025 ha raggiunto il traguardo delle 60 ratifiche statali necessarie per la sua entrata in vigore, dando il via a un impegno internazionale più forte per proteggere i nostri oceani, mitigare i cambiamenti climatici e salvaguardare la vita e i mezzi di sussistenza di miliardi di persone in tutto il mondo.

Al termine del conto alla rovescia di 120 giorni, il Trattato sull’Alto mare è entrato ufficialmente in vigore il 17 gennaio 2026 ed è ora giuridicamente vincolante. A oggi, hanno ratificato il trattato ben 89 Paesi, sui 145 che hanno firmato manifestando il loro impegno a ratificarlo (Italia compresa).

Siamo di fronte ad un bivio. Noi come Agripesca compendiamo appieno le criticità che hanno portato alla genesi del trattato, e ci auguriamo che la nostra sensibilità sul punto possa diventare quanto prima quella di tutti”, conclude il Presidente.

Caro carburanti, la protesta in Sicilia rientra in vista del tavolo tecnico

Ieri l’on. Galvagno si è impegnato in tal senso

Acque agitate nello Stretto di Messina, è proprio il caso di dirlo. L’escalation nel Golfo Persico, con l’impraticabilità dello stretto di Hormuz e la conseguente carenza di carburante ne ha fatto impennare il prezzo.

Acque agitate tra Sicilia e Calabria

Le ragioni della crisi

Le marinerie ne risentono; i pescatori hanno visto quasi triplicare il costo del gasolio, derivato del petrolio che alimenta i mezzi di produzione a motore. L’avvenimento colpisce tutti, ma in maniera particolare autotrasportatori e pescatori. È evidente che un aumento indiscriminato dei costi per il carburante erode i margini di profitto aziendali. Per tale ragione era sorta l’idea di una protesta iconica, proprio nello Stretto e proprio il 1°maggio.

L’impegno istituzionale

Ma ieri sera è giunto l’impegno istituzionale che ha fatto desistere gli organizzatori. Le notizie provenienti dalla Trinacria ci dicono che il Presidente dell’Ars, l’Assemblea Regionale Siciliana, ha convocato un tavolo tecnico per martedì 12 maggio a Palermo, occasione nella quale sarà predisposta una norma capace di, tramite allocazione di fondi, andare incontro alle richieste del comparto. Lo stato di agitazione permane, dunque, ma la protesta per il momento è revocata.

Le dichiarazioni di Mario Serpillo

Agripesca Sicilia e Agripesca Calabria avvertono particolare pressione in questo pspecifico momento, risentendo della situazione generale. “Agripesca segue la vicenda con particolare attenzione, le parole del Presidente Serpillo, ed è sempre al fianco dei pescatori. Ci auguriamo che la situazione di crisi nel Golfo Persico possa cessare quanto prima e che da ciò possa derivare un miglioramento immediato delle condizioni di lavoro dei pescatori”.

Serpillo:”Missione Tajani ottima notizia ma ora serve una visione sistemica per uscire dal guado”

In seguito ai danni provocati dal ciclone Harry

Il ministro degli Esteri e vice Presidente del Consiglio, Antonio Tajani, ha condotto una missione di sistema a sostegno del tessuto produttivo di Sicilia, Calabria e Sardegna, regioni duramente colpite dal ciclone Harry i primi giorni dell’anno.

Apprendiamo con soddisfazione la notizia della missione, segno di attenzione alle imprese della pesca e di altri settori. Le massime istituzionali nazionali devono essere vicine al mondo produttivo”, afferma il Presidente di Agripesca, Mario Serpillo.

Ice ha approvato un pacchetto di interventi per un valore complessivo di 15 milioni di euro che prevede la partecipazione gratuita alle iniziative promozionali in Italia e all’estero, il rimborso delle quote già versate e l’accesso a strumenti digitali ed e-commerce, il tutto con procedure semplificate. Dal canto suo, Simest ha definito misure emergenziali con un plafond dedicato di 300 milioni di euro, comprendenti contributi a fondo perduto fino al 20% per mercati strategici, e agevolazioni per investimenti in transizione digitale ed ecologica.

Sace ha avviato misure assicurative e finanziarie straordinarie valide fino al 30 giugno 2026, tra cui moratorie, proroghe e supporto dedicato alle imprese. Cassa Depositi e Prestiti individuerà strumenti finanziari per la fase di ricostruzione.

Il mondo della pesca è fragile, risente più di tutti delle avversità climatiche e di fatto calamità come Harry, sempre più frequenti anche alle nostre latitudini, impediscono di lavorare oltre a provocare danni ingenti. È giunto il momento di varare un piano nazionale di medio – lungo periodo per uscire dall’emergenza e dotarci di quelle infrastrutture, fisiche e digitali, che ci possano mettere al riparo dagli eventi disastrosi come Harry”. “Il sostegno alle imprese non può che incontrare il nostro favore, ma chiediamo di andare anche oltre e di pensare al domani”, conclude Serpillo.

“Il mare come Risorsa, la Pesca come Responsabilità”, convegno per l’avvio del PNT

Domani nella sede nazionale di Roma

Agripesca avvia la propria partecipazione al Programma Nazionale Triennale della pesca 2025 – 2027 con il convegno “Il mare come Risorsa, la Pesca come Responsabilità – Strategie sostenibili per il Mediterraneo”. L’incontro è previsto per domani, mercoledì 17 dicembre dalle ore 10.30 presso la sede nazionale di Roma, in Via in Lucina, 10.

Custodi del mare è il progetto con il quale partecipiamo al PNT, ed è improntato alla sostenibilità ed alla formazione anche nelle scuole, attraverso un approccio integrato che unisce ricerca scientifica, innovazione tecnologica, formazione degli operatori e azioni di sensibilizzazione della società civile”, le parole di Mario Serpillo, presidente nazionale di Agripesca.

Il presidente di Agripesca, Mario Serpillo

Il convegno metterà in risalto le tematiche da affrontare nei prossimi tre anni, il cambiamento climatico, la lotta alle microplastiche, ed ha l’obiettivo di promuovere una riflessione serena e completa sulla gestione degli stock ittici. Argomenti complessi, che vanno analizzati con un approccio sistemico e tecnico al tempo stesso.

Diverse le personalità coinvolte nell’incontro; oltre al presidente Serpillo interverranno:

  • l’on. Bergamini, membro della XIII Commissione della Camera dei deputati – Agricoltura;
  • Marco Pedol, EM associated,
  • Michele Ruiu, distretto rurale Ogliastra;
  • Gregorio Carello, Agripesca Calabria;
  • Domenico Leone, Agripesca Sicilia;
  • Pasquale Ranucci, Gal Pesca Lazio;
  • Giuseppe Lombardi, Rambaldi promotions;
  • Ammiragliato.

Agripesca crede fortemente nel messaggio che stiamo portando avanti. La nostra azione è finalizzata alla realizzazione del nostro progetto Custodi del mare, per sostenere un modo diverso di vivere il rapporto con il Mare Nostrum, un modo finalmente integrato”, conclude il presidente Serpillo.

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