Ieri l’on. Galvagno si è impegnato in tal senso

Acque agitate nello Stretto di Messina, è proprio il caso di dirlo. L’escalation nel Golfo Persico, con l’impraticabilità dello stretto di Hormuz e la conseguente carenza di carburante ne ha fatto impennare il prezzo.

Acque agitate tra Sicilia e Calabria

Le ragioni della crisi

Le marinerie ne risentono; i pescatori hanno visto quasi triplicare il costo del gasolio, derivato del petrolio che alimenta i mezzi di produzione a motore. L’avvenimento colpisce tutti, ma in maniera particolare autotrasportatori e pescatori. È evidente che un aumento indiscriminato dei costi per il carburante erode i margini di profitto aziendali. Per tale ragione era sorta l’idea di una protesta iconica, proprio nello Stretto e proprio il 1°maggio.

L’impegno istituzionale

Ma ieri sera è giunto l’impegno istituzionale che ha fatto desistere gli organizzatori. Le notizie provenienti dalla Trinacria ci dicono che il Presidente dell’Ars, l’Assemblea Regionale Siciliana, ha convocato un tavolo tecnico per martedì 12 maggio a Palermo, occasione nella quale sarà predisposta una norma capace di, tramite allocazione di fondi, andare incontro alle richieste del comparto. Lo stato di agitazione permane, dunque, ma la protesta per il momento è revocata.

Le dichiarazioni di Mario Serpillo

Agripesca Sicilia e Agripesca Calabria avvertono particolare pressione in questo pspecifico momento, risentendo della situazione generale. “Agripesca segue la vicenda con particolare attenzione, le parole del Presidente Serpillo, ed è sempre al fianco dei pescatori. Ci auguriamo che la situazione di crisi nel Golfo Persico possa cessare quanto prima e che da ciò possa derivare un miglioramento immediato delle condizioni di lavoro dei pescatori”.