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La pesca non è solo un settore produttivo, ma un sistema complesso che oggi è chiamato ad affrontare una fase di profonda trasformazione. Cambiano le regole ambientali, si ridefiniscono gli equilibri internazionali, aumentano i vincoli operativi e i rischi in mare. In questo contesto, la sfida principale non è la sopravvivenza, ma la capacità di rendere il comparto più resiliente, innovativo e sicuro, senza perdere identità e competenze.
È su questo terreno che si colloca la riflessione del sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, che stamattina, a margine di una cerimonia istituzionale dedicata alla marineria locale, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di affrontare il futuro della pesca con strumenti nuovi e una visione di lungo periodo. Secondo il primo cittadino, le dinamiche economiche globali e gli accordi ambientali internazionali impongono un cambio di passo: servono mezzi moderni, investimenti in tecnologia, maggiore attenzione alla sicurezza in mare e, soprattutto, cooperazione tra operatori, istituzioni e mondo della ricerca.
Una visione che non nasce in astratto, ma si innesta nella storia e nella funzione che Mazara del Vallo continua a svolgere nel Mediterraneo. Elementi che trovano una sintesi nel dossier di candidatura della città a Capitale italiana del Mare, dove la pesca viene riconosciuta come asse identitario e strategico, non solo per il suo peso economico, ma per il ruolo sociale, culturale e geopolitico che la marineria mazarese ha storicamente esercitato come ponte tra popoli, rotte e saperi.
In questo quadro si inserisce la cerimonia svoltasi stamattina, durante la quale il Comune ha conferito encomi solenni al capitano Matteo Asaro, all’armatore Nicola Arena e all’equipaggio del motopesca Regina. Il riconoscimento è legato all’intervento di soccorso effettuato lo scorso 24 novembre a circa venti miglia a ponente dell’isola di Marettimo, in condizioni meteo-marine particolarmente difficili.
In collaborazione con la locale Guardia Costiera, il Regina è intervenuto per prestare assistenza al motopesca Boccia VM, rimasto in avaria e alla deriva con mare molto grosso e onde fino a sei metri. Un’operazione complessa, condotta con lucidità e coordinamento, che ha consentito di riportare in salvo sia l’equipaggio sia il natante, evitando conseguenze ben più gravi.
Alla cerimonia era presente anche il comandante del Boccia VM, Gaspare Castano. Il suo comportamento è stato richiamato come esempio di perizia e senso del dovere: nonostante l’avaria al motore e oltre quaranta ore alla deriva, Castano ha mantenuto il controllo della situazione, rifiutando di abbandonare l’unità e garantendo la sicurezza dell’equipaggio fino all’arrivo dei soccorsi. Una scelta che restituisce con chiarezza il valore delle competenze e della responsabilità individuale in mare.

Secondo Quinci, episodi come questo aiutano a comprendere perché parlare di resilienza della pesca significhi andare oltre la gestione dell’emergenza. La sicurezza in mare, l’adeguamento tecnologico delle flotte, la formazione continua degli equipaggi e il dialogo strutturato con il mondo della ricerca diventano fattori decisivi in uno scenario in cui le imprese della pesca devono confrontarsi con vincoli normativi crescenti, costi operativi elevati e una competizione internazionale sempre più articolata.
Nel dossier presentato a sostengo della candidatura di Mazara del Vallo a Capitale del Mare, questa impostazione si traduce nella volontà di costruire una strategia integrata che riconosca alla pesca un ruolo centrale nello sviluppo futuro della città, valorizzandone le competenze e accompagnandone l’evoluzione. La cerimonia di stamattina, in questo senso, non è stata soltanto un momento di riconoscimento istituzionale, ma un passaggio coerente all’interno di una visione che guarda al mare come risorsa economica, sociale e culturale da governare con responsabilità.
Mazara del Vallo prova così a tenere insieme identità e trasformazione, tradizione e innovazione. Un messaggio che parte dal mare e che, attraverso gesti concreti e una visione politica strutturata, indica una direzione possibile per il futuro della pesca e delle comunità che da essa dipendono.
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