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Il decreto direttoriale n. 308561 del 26 giugno 2026 approva la seconda graduatoria parziale degli aiuti per il fermo pesca obbligatorio 2024. Sono ammesse altre 532 istanze relative alle imprese che hanno osservato l’interruzione dell’attività con attrezzi trainati. Insieme alla prima graduatoria, le domande definite positivamente salgono a 1.406 sulle 1.681 presentate. L’erogazione resta subordinata ai controlli previsti.
Il costo dell’interruzione è stato sostenuto dalle imprese nel 2024. Il riconoscimento amministrativo continua invece a prendere forma nel 2026. È il dato che accompagna la seconda graduatoria parziale approvata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste per l’arresto temporaneo obbligatorio della pesca.
Il provvedimento non apre una nuova procedura e non richiede la presentazione di altre domande. Riguarda le istanze già trasmesse per le unità che operano con reti a strascico a divergenti OTB, reti gemelle a divergenti OTT e sfogliare-rapidi TBB.
Per 532 posizioni l’istruttoria si conclude ora con l’ammissione al contributo. Per chi non compare nell’elenco, invece, la procedura non può ancora considerarsi necessariamente chiusa.
Con due graduatorie ammesse 1.406 domande su 1.681
La prima graduatoria parziale, approvata il 21 maggio 2026, aveva riconosciuto l’aiuto a 874 istanze, con un impegno di spesa pari a 3.277.212,60 euro. La seconda graduatoria sul fermo pesca 2024 aggiunge 532 posizioni e porta il totale delle domande ammesse a 1.406, quasi l’84% delle 1.681 pervenute.
Le prime due graduatorie impegnano complessivamente 5.334.852,30 euro. Per il secondo elenco il MASAF assegna 2.057.639,70 euro, ripartiti in parti uguali tra quota europea e cofinanziamento nazionale: 1.028.819,85 euro per ciascuna componente.
La misura rientra nel Programma nazionale FEAMPA 2021-2027 e nell’intervento previsto dall’articolo 21 del Regolamento UE 2021/1139, che consente di sostenere le imprese nei periodi in cui la sospensione della pesca deriva da un obbligo connesso alla gestione delle risorse e dello sforzo di pesca.
Le 275 posizioni residue non sono automaticamente respinte
Dopo le prime due graduatorie restano da definire 275 istanze. Il decreto chiarisce che il MASAF procederà con un supplemento istruttorio per verificare l’effettiva presenza dei requisiti e pubblicherà successivamente un altro elenco con le eventuali domande ammissibili.
La seconda graduatoria nasce, infatti, dall’esame delle pratiche che presentavano carenze documentali. Gli interessati hanno potuto trasmettere le integrazioni attraverso le Autorità marittime competenti, anche dopo la proroga concessa per il fermo pesca 2024. La nuova istruttoria ha consentito di recuperare 532 posizioni e di accertarne l’ammissibilità.
L’assenza dalla graduatoria, quindi, non deve essere letta automaticamente come un rigetto. Per le istanze ancora aperte occorrerà attendere la conclusione delle verifiche e il successivo provvedimento ministeriale.
Il decreto indica inoltre una disponibilità complessiva di 7 milioni di euro, considerata dall’Amministrazione sufficiente a coprire l’intera platea dei potenziali beneficiari. Il nodo, almeno in questa fase, non è dunque la capienza finanziaria, ma il completamento dell’istruttoria.
Il contributo è riconosciuto, ma non ancora liquidato
L’inserimento in graduatoria attribuisce al beneficiario l’ammissione all’aiuto e individua l’importo riconosciuto per la singola pratica. Non determina, tuttavia, un accredito immediato.
Il pagamento resta subordinato all’esito positivo dei controlli del Nucleo competente e alle ulteriori verifiche previste dalla normativa europea e nazionale. Gli importi riportati nell’elenco potranno essere rideterminati qualora emergano elementi capaci di modificare il diritto al contributo o la sua entità.
Il MASAF dovrà inoltre verificare il rispetto degli obblighi previsti dal FEAMPA. Eventuali infrazioni rilevanti, commesse dopo la presentazione della domanda, possono comportare la sospensione temporanea dell’erogazione in attesa della quantificazione definitiva dell’aiuto.
La graduatoria rappresenta quindi un passaggio decisivo, ma non ancora l’ultimo. Per le imprese ammesse resta da completare la fase che conduce dalla concessione amministrativa alla materiale disponibilità delle somme.
Nel fermo pesca anche il tempo ha un costo
Una barca ferma non produce reddito, ma continua a sostenere una parte significativa dei costi aziendali. Manutenzione, assicurazioni, oneri finanziari e organizzazione dell’impresa non si interrompono insieme all’attività in mare.
Per questo la rapidità non è un elemento secondario della misura. I controlli sono indispensabili quando vengono utilizzate risorse pubbliche, ma un aiuto destinato a compensare una sospensione obbligatoria conserva pienamente la propria funzione solo se raggiunge l’impresa in tempi coerenti con la perdita subita.
La seconda graduatoria restituisce certezza a 532 nuove posizioni e riduce sensibilmente il numero delle pratiche ancora sospese. Resta, però, la distanza tra l’anno in cui le imprese hanno sostenuto il fermo e quello in cui l’iter amministrativo sta arrivando a definizione. Nel bilancio di una pesca sempre più compressa tra minori giornate operative e margini ridotti, anche questa distanza diventa parte del problema.

L’articolo Fermo pesca 2024, altre 532 domande ammesse: quasi l’84% delle istanze è ora in graduatoria proviene da Pesceinrete.
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