Conclusa la fase di studio, si passa all’operatività
Il Progetto integrato di Valorizzazione del Masterplan Litorale Cilento Sud è ormai definito ed è stato presentato nel corso di un incontro cui hanno preso parte il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, l’assessore regionale al Governo del Territorio, Vincenzo Cuomo, l’Autorità di Gestione del PR Campania FESR 2021-2027, Sergio Negro e tutti i 13 sindaci dei Comuni coinvolti (Ascea, Camerota, Casal Velino, Centola, Ispani, Montecorice, Pisciotta, Pollica, San Giovanni a Piro, San Mauro Cilento, Santa Marina, Sapri e Vibonati).
Vista panoramica
Il percorso partecipativo
L’assise conclusiva della Conferenza di Progettazione ha dunque perfezionato un percorso partecipativo che ha visto coinvolte le comunità interessate, definendo le progettualità che saranno poi chiamate ad intervenire su mobilità e accessibilità, sullo sviluppo di comunità energetiche, sul recupero del patrimonio archeologico, storico, architettonico e sulla valorizzazione del territorio quale destinazione turistica. Le opere verranno finanziate con 20 milioni di euro, attraverso le risorse della politica di coesione europea della Regione Campania (PR Campania FESR 2021-2027).
Le ricadute sulla comunità
La crescita politico-istituzionale dell’intera comunità è stata, per Stefano Pisani, primo cittadino di Pollica che è l’ente capofila del Masterplan, la chiave che ha permesso di elaborare una strategia che ha inquadrato il litorale del Cilento Sud come un unico comune sul quale intervenire.
Il Masterplan/PIV Litorale Cilento Sud interviene su di un’area di 400mila chilometri, quadrati di cui 76 di costa, e coinvolge 49mila abitanti. Ai 13 comuni dell’area target si aggiungono 29 Comuni che compongono l’area buffer di 700mila chilometri quadrati di territorio con 36mila abitanti, sulla quale ricadranno gli effetti di alcuni interventi.
Uno scorcio panoramico del Cilento
Il Masterplan Litorale Cilento Sud segue i Masterplan/PIV del Litorale Domitio-Flegreo e del Litorale Salerno Sud, andando a completare una progettualità integrata di sviluppo per la quasi totalità della costa della Campania.
Oggi pomeriggio, dalle ore 14, presso la sede dell’Assessorato alla Pesca e Acquacoltura della Regione Campania, al Centro Direzionale di Napoli (Isola A6 – Sala al Piano zero) avrò luogo il Tavolo Azzurro, convocato dalla Assessora regionale competente, Fiorella Zabatta.
Carburanti e giovani, argomenti complessi
Piuttosto nutrito l’ordine del giorno. Al centro della riunione, il confronto con Agripesca e le associazioni di settore sul “caro-carburanti” derivante dalla crisi economica determinata dal conflitto bellico, e l’analisi dell’impatto dell’emergenza sanitaria sul comparto della pesca.
“Sarà l’occasione – ha detto l’assessora alla Pesca e Acquacoltura della Regione Campania, Fiorella Zabatta – per illustrare le iniziative in programma e le misure introdotte: un premio per i giovani pescatori ed interventi concreti a sostegno del settore, come un possibile contributo per la neutralità climatica“.
Riuniti i 28 partenariati locali chiamati a tradurre in azioni concrete sui territori il Programma nazionale Feampa 2021-2027. Agripesca c’è.
Da Venezia riparte la call a sostegno della candidatura della piccola pesca a patrimonio culturale dell’umanità Unesco. Quali sono oggi le sfide più importanti che pesca e acquacoltura devono affrontare? Senza dubbio, i cambiamenti climatici, la diffusione di specie aliene invasive, l’evoluzione dei mercati ittici e anche l’aumento dei costi energetici. L’antidoto, l’unico possibile, è la cooperazione, tra territori, comunità locali, imprese e pescatori. È il tema del secondo Seminario nazionale dei Galpa – Gruppi di azione locale impegnati a dare attuazione alle strategie di sviluppo locale (SSL) comunitarie di tipo partecipativo–, in corso di svolgimento a Venezia, presso il Centro culturale don Orione Artigianelli.
Momento difficile per la pesca italiana
Gli obiettivi dell’incontro
Dal titolo “Galpa in rete: la cooperazione per lo sviluppo locale nei territori della pesca e dell’acquacoltura”, l’iniziativa è promossa e organizzata dalla Rete nazionale CLLD dei Galpa nell’ambito del programma nazionale Feampa (Fondo Europeo Affari Marittimi Pesca e Acquacoltura) 2021-2027, in collaborazione con Regione del Veneto e Flag Veneziano, con il sostegno del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), e il patrocinio di Regione del Veneto, Comune di Venezia, Città metropolitana di Venezia e Comune di Cavallino-Treporti di Venezia.
I 28 Galpa attivi in tutte le regioni costiere del nostro Paese sono chiamati a dare attuazione a strategie di sviluppo locale, sostenute dall’Unione europea attraverso il Programma nazionale Feampa 2021-2027. Tradotte in obiettivi concreti nei Piani di azione locale (PdA), si tratta di strategie costruite dal basso, ossia sviluppate sulla base delle priorità individuate dai costituiti partenariati locali per i territori e mirate a promuovere un’economia blu sostenibile nelle aree costiere, insulari e interne, innovare i processi di trasformazione dei prodotti ittici e a favorire l’integrazione tra pesca e acquacoltura e gli altri settori della Blue Economy.
Per l’attuazione dei propri Pda il sistema dei Galpa dispone di risorse pari a circa 107 milioni e 300mila euro, di cui 53 milioni e 650mila come quota UE e i rimanenti come quota di Masaf e Regioni.
Le dichiarazioni
Le parole del presidente del Flag Veneziano, Antonio Gottardo, costituiscono l’intendimento che si vuole seguire: «di fronte ai tanti, pesanti fronti di crisi aperti per il mondo della pesca e dell’acquacultura, crediamo fortemente che la cooperazione sia l’unica via e serva tracciarla insieme. Quello della pesca è infatti un settore tendenzialmente individualista, ma stare soli oggi significa rischiare di rimanere l’ultimo gradino della catena economica e commerciale. Per questo invece ci stiamo dando l’obiettivo e l’impegno di creare sistema e di fare massa critica, per affrontare le sfide che ci attendono ma anche orientare le politiche di filiera in maniera unitaria e cooperativa».
Significative anche le frasi della dott.sa Graziella Romito, direttrice generale della Direzione della Pesca marittima e dell’Acquacoltura del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste «Ci troviamo in un momento di grande difficoltà del settore, perché i costi che i nostri pescatori devono sostenere sono enormi. Senz’altro questa è tra le priorità più urgenti. Dall’altro lato, in un’ottica di lungo periodo, bisogna sicuramente intervenire per ristrutturare il settore, favorire ad esempio anche una conversione della flotta in una a più basso impatto energetico. Insomma, occorre fare un ragionamento più ampio, e in questo contesto sicuramente serve lavorare a livello di negoziato con la Commissione europea per garantire al settore della pesca risorse sufficienti». E rispetto al tema centrale della cooperazione Romito ha aggiunto: «Il sistema della cooperazione è fondamentale, come ci dimostra il lavoro dei Galpa che sanno mettere insieme tutta una serie di attori del territorio, ascoltandone i bisogni e individuando le linee di azione necessarie».
Intervento della dott.sa Romito, del Pemac
Sulla falsariga anche il giudizio di Mario Serpillo, presidente Agripesca:” Stiamo percorrendo una via obbligata. Nella complessità del mondo di oggi la nostra attenzione si deve focalizzare sulla blue economy, su interventi mirati a sostegno delle aree costiere e del mare, sulla sostenibilità ambientale ma anche economica per gli operatori del settore”.
Bilancio dell’attuazione delle strategie di sviluppo
A tracciare un primo bilancio dello stato di attuazione delle strategie di sviluppo sostenute da Feampa è stato anche Francesco Terenzi, coordinatore Rete nazionale Galpa, che ha spiegato: «La situazione è abbastanza positiva: quasi tutte le risorse sono state impegnate per i 28 Galpa e tutti presentano un avanzamento di spesa. Tra le priorità di questa prossima fase, da un lato senz’altro promuovere la cooperazione, dall’altro migliorare il monitoraggio dei progetti, ora concentrato sull’avanzamento finanziario, dando maggior valore ai dati qualitativi per misurare l’efficacia delle strategie sui territori e anche per incominciare a posizionare i nuovi Galpa per la prossima programmazione 2028-2034».
L’evento di questi giorni rappresenta un’importante occasione di confronto tra Galpa, istituzioni locali e nazionali e gli altri attori coinvolti, per valorizzare le esperienze già maturate in tema di cooperazione nei diversi contesti regionali, favorire sinergie e attivare nuove partnership rispetto a progettualità in avvio.
Tra quelle di cooperazione raccontate in questi giorni il progetto “Patrimonio culturale della pesca” (Pcp), ossia il percorso di candidatura della pesca italiana con attrezzi tradizionali nelle lagune e in mare come patrimonio culturale immateriale Unesco. Lanciato al G20 Spiagge di Caorle nel 2024 con il coinvolgimento di sei diverse regioni (Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Toscana e Abruzzo), il progetto, che vede Flag Veneziano capofila ed entra ora in una ulteriore fase, rilancia da Venezia la propria call to action a istituzioni, amministrazioni e partner per allargare il partenariato di sostegno alla candidatura.
Avanzata richiesta di contributi alle imprese e di indennità ai marittimi
Presso l’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, in quel di Palermo, imprese, pescatori e politica si sono incontrati per gestire la situazione di crisi che si è abbattuta sulla pesca in Sicilia, al fine di individuare opportune misure di sostegno e rilancio.
Imbarcazioni ferme con pesante impatto economico
La situazione
Da dicembre, l’intero settore ha subito eccezionali avversità meteomarine, che hanno portato a lunghi periodi di fermo forzato delle attività. Ad esse, si sono aggiunte la presenza di detriti e rifiuti nei fondali, così tanti da ostacolare la pesca, oltre all’insorgenza di mucillagine che compromette la produttività. Il quadro subisce anche il significativo incremento del costo del carburante, legato alle tensioni internazionali, che incide in maniera determinante sui costi di gestione delle imprese.
Le Organizzazioni presenti, tra cui Agripesca Sicilia, hanno evidenziato che tale situazione stia generando un pesante mancato reddito per le imprese di pesca e per i circa 5.000 marittimi coinvolti, con il concreto rischio di un blocco generalizzato delle marinerie siciliane e gravi ripercussioni sul piano economico e sociale.
Le richieste del settore
È stata inoltrata la richiesta di attivazione e rifinanziamento del Fondo di Solidarietà della Pesca, previsto dall’art. 39 della L.R. 9/2019, come strumento prioritario per garantire un sostegno immediato al comparto. In particolare, è stata evidenziata l’urgenza di uno stanziamento adeguato da parte della Regione Siciliana, in grado di assicurare ristori economici tempestivi. La richiesta presentata prevede l’erogazione di contributi alle imprese di pesca, calcolati secondo i criteri già adottati per l’arresto temporaneo delle attività nell’ambito del programma FEAMP. ed il riconoscimento ai marittimi di un’indennità giornaliera pari a 30 euro per le giornate di inattività.
Si spera in un miglioramento con la primavera
Ai fini della quantificazione del fabbisogno, è stato stimato un periodo minimo di 45 giorni di fermo attività tra dicembre 2025 e marzo 2026. Sulla base dei dati aggiornati della flotta siciliana, il fabbisogno per il sostegno al reddito dei marittimi è quantificato in circa 7 milioni di euro, cui si aggiunge un ulteriore e consistente fabbisogno per il sostegno alle imprese.
Harry ha portato devastazione e danni nel sud Italia, Sicilia e Calabria soprattutto. Di che cosa si è trattato? Harry è stato un evento estremo multi-rischio, con piogge abbondanti, vento forte e mare estremo che hanno lavorato in sinergia, nello stesso momento, sugli stessi territori.
48 ore di tempo procelloso hanno messo in ginocchio il sud
I danni di Harry
Purtroppo, i danni si sono moltiplicati. Sulla componente marina, il ciclone ha generato un assetto capace di produrre onde gigantesche e persistenti per più tempo. Il vento intenso e soprattutto continuo, canalizzato per ore su un fetch enorme, ha lasciato al mare il tempo di costruire energia. In seguito alle intense mareggiate verificatesi nei giorni scorsi, i fondali del Porto di Catanzaro e del tratto di mare prospiciente l’imboccatura portuale, hanno subito un grave e repentino mutamento morfologico, dovuto ad estesi fenomeni di insabbiamento.
L’iniziativa di Agripesca Calabria
“Questa situazione ha determinato una sensibile e pericolosa riduzione della profondità dei fondali, compromettendo la sicurezza della navigazione e rendendo difficoltose, se non impraticabili, le manovre di ingresso e di uscita delle unità navali, in particolare quelle impiegate nella pesca professionale”, le parole di Gregorio Carello, presidente Agripesca Calabria.
La condizione attuale configura un concreto rischio per l’incolumità degli equipaggi, per la sicurezza delle imbarcazioni e per la regolare operatività del porto, con conseguenti gravi ripercussioni economiche sulle imprese del comparto ittico e sull’indotto locale.
Catanzaro in particolare soffre
La reazione
Se non sarà possibile intervenite tempestivamente sul fondale, al fine di restituire ai pescatori la possibilità di uscire e di poter lavorare, Agripesca chiederà la possibilità di studiare appositi strumenti di indennizzo per i pescatori che di fatto non possono lavorare in questi giorni. Un’altra tegola su una categoria che già vive momenti difficili.