Come ogni 8 giugno dal 2008, la Giornata mondiale si celebra per riconoscere l’importanza degli oceani; ne abbiamo parlato con il Presidente Serpillo.
La ricrorrenza venne istituita per riconoscere l’importanza dell’Oceano come fonte di sostentamento di tutta la vita sulla Terra. Ma le sfide che l’Oceano deve affrontare continuano ad aumentare, per il riscaldamento delle acque, l’estrazione, la pesca eccessiva e la perdita di biodiversità.

“Tutti temi di cui parliamo nel nostro progetto, Custodi del Mare”, specifica il Presidente Serpillo. E per tale ragione, cresce anche la necessità di comprenderli meglio e di mobilitarsi a livello globale”.
La celebrazione di quest’anno
La celebrazione annuale dell’oceano è organizzata dalla Divisione per gli affari oceanici e il diritto del mare dell’Ufficio degli affari legali delle nazioni Unite, in collaborazione con Oceanic Global, che hanno dedicato la giornata del 2026 al tema “Reimmaginare”. Oltre il mondo che conosciamo, è necessario reimmaginare un nuovo rapporto con il nostro oceano, agendo all’unisono.
“Per tanto, troppo tempo abbiamo trattato l’Oceano come qualcosa di vasto, ma distante e separato da noi. Ma è stato un grave errore, cui dobbiamo porre rimedio. Ne va della nostra stessa esistenza, e non parlo solo dei pescatori”.
Il Trattato sull’Alto mare
La novità degli ultimi tempi è un trattato internazionale. E’ entrato in vigore l’accordo BBNJ (Biodiversity Beyond National Jurisdiction) conosciuto come Trattato sull’Alto mare, che configura l’inizio di una trasformazione delle politiche globali di conservazione.
Il Trattato sull’Alto mare è stato aperto alla firma degli Stati il 20 settembre 2023. Con la firma, i Paesi hanno manifestato la loro volontà di ratificare e di acconsentire formalmente alla nuova normativa internazionale. Il 19 settembre 2025 ha raggiunto il traguardo delle 60 ratifiche statali necessarie per la sua entrata in vigore, dando il via a un impegno internazionale più forte per proteggere i nostri oceani, mitigare i cambiamenti climatici e salvaguardare la vita e i mezzi di sussistenza di miliardi di persone in tutto il mondo.

Al termine del conto alla rovescia di 120 giorni, il Trattato sull’Alto mare è entrato ufficialmente in vigore il 17 gennaio 2026 ed è ora giuridicamente vincolante. A oggi, hanno ratificato il trattato ben 89 Paesi, sui 145 che hanno firmato manifestando il loro impegno a ratificarlo (Italia compresa).
“Siamo di fronte ad un bivio. Noi come Agripesca compendiamo appieno le criticità che hanno portato alla genesi del trattato, e ci auguriamo che la nostra sensibilità sul punto possa diventare quanto prima quella di tutti”, conclude il Presidente.