Categoria: Economia del mare Pagina 2 di 528

Federpesca, dai 65 anni di storia la spinta per il futuro

Federpesca, dai 65 anni di storia la spinta per il futuro

[[{“value”:”

Un vero e proprio piano strategico nazionale della pesca italiana. È questo il prossimo obiettivo sul futuro del comparto che il Governo intende attuare. Un ulteriore passo in avanti per il settore che è emerso questa mattina all’evento nazionale “Il mare che innova: la pesca tra crisi e sfide future”, organizzato da Federpesca a Roma in occasione del 65° anniversario dell’associazione che rappresenta gli imprenditori del comparto.

Un’importante occasione di confronto, condotta dal giornalista Fabio Gallo, tra istituzioni, imprese, ricerca e rappresentanti del comparto ittico per riflettere sulle principali sfide che attendono la pesca italiana e individuare strategie condivise per rafforzarne competitività, sostenibilità e capacità di innovazione.

“Le imprese di pesca creano sviluppo, occupazione e la sovranità alimentare del Paese” ha spiegato in apertura il presidente di Federpesca, Giovanni Azzone “Ecco perché il rinnovo della flotta, il capitale umano, l’accesso agli investimenti e alle risorse pubbliche sono fondamentali. Se non interveniamo sulla flotta, sarà difficile intervenire anche su sicurezza, sostenibilità e energia”.

Anche la direttrice generale di Federpesca Francesca Biondo, dopo alcuni passaggi sull’attuale crisi congiunturale del settore, è intervenuta sul tema del rinnovo della flotta.

“Solo nella pesca la produttività è trattata come un sospetto, e non come l’obiettivo naturale di qualsiasi attività economica sana. Perché questo ammodernamento sia davvero possibile, sia per le nuove costruzioni che per l’adeguamento delle imbarcazioni esistenti, è necessario sganciare i limiti di stazza dagli investimenti destinati alla sicurezza e agli spazi di vita a bordo: non si può chiedere alle imprese di costruire pescherecci più sicuri e più vivibili per gli equipaggi, e allo stesso tempo tenerle vincolate a parametri di stazza pensati per altri obiettivi, che finiscono per penalizzare esattamente gli investimenti che vogliamo incentivare. Un Feampa riformato dovrebbe finanziare la sostituzione delle imbarcazioni con unità moderne, sicure ed efficienti, sostenere la digitalizzazione e l’innovazione a bordo, e promuovere la sostenibilità come leva di competitività, e non come vincolo”.

Tra i partecipanti, anche il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, che ha raccontato come il governo abbia lavorato negli ultimi anni per solidificare il rapporto con il mondo produttivo, presentando anche gli obiettivi per il futuro del settore: rafforzare gli investimenti, promuovere la produzione e la valorizzazione del pescato, sostenere il rinnovamento della flotta con imbarcazioni più moderne e multifunzionali, capaci di rispondere alle esigenze del presente.

Il Sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, ha evidenziato il recupero dei ritardi nei pagamenti del fermo pesca e gli interventi messi in campo a sostegno delle imprese, tra cui il credito d’imposta per il caro carburante: “A dieci giorni dalla chiusura delle domande per il credito d’imposta, i 10 milioni messi a disposizione dovrebbero essere sufficienti a coprire il fabbisogno. Qualora emergesse la necessità di ulteriori risorse, il Governo valuterò un incremento della dotazione finanziaria.” Il Sottosegretario ha poi indicato come priorità la definizione di un vero e proprio Piano nazionale della pesca italiana, capace di orientare le risorse disponibili e delineare il futuro del comparto.

Anche la direttrice generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del Masaf, Graziella Romito, ha fatto il punto sul percorso amministrativo del fermo pesca, annunciando l’obiettivo di concludere entro la pausa estiva i pagamenti del fermo definitivo delle barche che hanno già demolito. “Per il futuro – ha dichiarato la direttrice – stiamo lavorando alla programmazione del 2027 e ai fondi del Feampa. Creeremo un programma che investa nel settore e stabilisca priorità e che punti sull’innovazione della flotta, sul ricambio generazionale e sull’attrazione di nuovi operatori attraverso un insieme organico di misure e non interventi isolati.

Hanno partecipato ai lavori anche l’Ammiraglio Ispettore Vincenzo Leone, Vice Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, il direttore generale di Ismea Sergio Marchi, che ha ribadito l’importanza di agevolare anche le piccole e medie imprese per l’accesso al credito, Enrico Arneri del Cnr Irbim e il presidente del Crea Andrea Rocchi.

The post Federpesca, dai 65 anni di storia la spinta per il futuro appeared first on Economia del Mare Magazine.

“}]] 

Agripesca, a Mazara del Vallo il confronto sul futuro del comparto ittico

Agripesca, a Mazara del Vallo il confronto sul futuro del comparto ittico

[[{“value”:”

Credito: Agripesca

La Sicilia accetta la sfida della competitività nella pesca e fa il punto sulle criticità di oggi per sviluppare la strategia di domani.

Agripesca, player nazionale nel mondo della rappresentanza delle imprese ittiche, nell’ambito del Pnt 2025 -2027, organizza un importante convegno a Mazara del Vallo, patria della pesca del gambero rosso.

Il progetto “Custodi del mare” conosce un’altra importante tappa nel percorso di attraversamento ed esplorazione del complesso mondo della pesca, con un focus particolarmente attento sulla realtà mazarese e siciliana.

La pesca oggi è in difficoltà – spiega Mario Serpillo, presidente nazionale di Agripesca – non solo per via dell’incessante aumento del costo del gasolio ma anche per la necessità di perseguire quella sostenibilità ambientale indispensabile per tutelare la biodiversità dei nostri mari”.

Sullo sfondo il tema del ricambio generazionale dei pescatori, la questione degli areali di pesca e delle limitazioni imposte all’attività, gli aspetti commerciali legati alla concorrenza nel mercato del gambero rosso.

Un momento davvero complicato, che speriamo di poter superare quanto prima, per il bene delle nostre imprese e la salvaguardia delle tradizioni che contraddistinguono la Sicilia”, continua Serpillo.

L’incontro punta ad elaborare idee concrete ed attuabili nel breve periodo per ridare slancio ad un comparto che troppo spesso rischia di rimanere al palo. “Agripesca ha da tempo compreso che il futuro si determina solo attraverso il dialogo e la collaborazione tra pescatori ed istituzioni, il Ministero, la Capitaneria di porto, le Università. I Custodi del mare, in questo senso, siamo noi tutti”, la conclusione del Presidente.

Ricco il parterre degli interventi istituzionali; dopo Giovanni Cucchiara, dirigente generale Dipartimento della Pesca Mediterranea sarà la volta della dott.sa Romito, Direttrice Generale della Direzione per la Pesca e l’Acquacoltura mentre le conclusioni saranno affidate al Senatore Gasparri.

L’evento sarà moderato da Toni Scilla, dirigente nazionale di Agripesca.

Appuntamento sabato 11 luglio – Mahara Hotel &Wellness, Mazara del Vallo

The post Agripesca, a Mazara del Vallo il confronto sul futuro del comparto ittico appeared first on Economia del Mare Magazine.

“}]] 

Presentati a Taranto i risultati scientifici finali del progetto «Valutazione dei tassi di decontaminazione in lotti di mitili»

Presentati a Taranto i risultati scientifici finali del progetto «Valutazione dei tassi di decontaminazione in lotti di mitili»

[[{“value”:”

La Prefettura di Taranto ha ospitato un incontro di fondamentale importanza per il futuro del territorio, durante il quale è stata presentata la relazione finale del progetto sperimentale dedicato alla valutazione dei tassi di decontaminazione nei mitili trasferiti dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande. Questa indagine approfondita, finanziata dal Commissario straordinario e dal CIS, condotta tra novembre 2024 e giugno 2026 grazie alla stretta sinergia tecnica e scientifica tra ARPA Puglia, ASL Taranto, Capitaneria di Porto e CNR-IRSA, segna una vera e propria svolta epocale. Per la prima volta, infatti, la tutela rigorosa della salute pubblica basata su dato scientifici certi si sposa perfettamente con il rilancio produttivo di un comparto economico che rappresenta il simbolo stesso della città ionica.

Il trasferimento programmato dei lotti nel Mar Grande attiva una rapida clearance naturale (autodepurazione metabolica), indipendente dal ciclo fisiologico o riproduttivo del mollusco e attiva in ogni stagione. Già a 15 giorni si riscontra un drastico effetto di “diluizione biologica” della contaminazione da diossine e PCB, che si azzera stabilmente tra i 30 e i 48 giorni. Questo potente processo avviene a impatto zero sulla qualità gastronomica, preservando l’Indice di Condizione e la Sostanza Organica grazie anche a temperature marine protettive inferiori ai 28°C. L’importanza strategica dello studio risiede nell’aver fornito una certezza scientifica e una soluzione concreta per tutelare la salute pubblica, rilanciando al contempo l’economia identitaria della città.

I risultati presentati aprono ufficialmente la strada alla tanto attesa rimodulazione dei calendari di raccolta e trasferimento dei mitili, segnando il passaggio da una logica emergenziale a una gestione programmata basata sull’evidenza scientifica.

«Siamo di fronte a un traguardo straordinario, raggiunto nel pieno rispetto dei termini temporali prefissati, grazie ad una intensa collaborazione interistituzionale – ha dichiarato il Commissario Uricchio. Risultati che restituiscono dignità e prospettive concrete a una filiera identitaria per Taranto. I dati emersi da questa relazione finale offrono solo risposte rassicuranti sotto il profilo della sicurezza alimentare, e costituiscono un solido ed inconfutabile supporto tecnico-scientifico per mitigare l’impatto socioeconomico dell’Ordinanza Regionale n. 1989/2011 e successive modifiche sulla mitilicoltura locale. Dimostriamo che l’ambiente e l’economia possono rigenerarsi insieme, offrendo ai mitilicoltori una strategia gestionale robusta, in grado di superare le storiche criticità del Primo Seno ed avviare una vera valorizzazione su base scientifica e secondo i paradigmi della One Health.»

L’On. Dario Iaia, Responsabile Unico del Contratto – del CIS Taranto ha affermato: «Seguiamo con la massima attenzione ogni intervento che unisce la bonifica ambientale allo sviluppo socioeconomico del territorio. I risultati di oggi confermano che la strada intrapresa è quella corretta: forniremo alla politica e agli amministratori comunali e regionali elementi oggettivi per attuare scelte gestionali coraggiose, scientificamente basate e definitive per il bacino ionico che puntino a preservare la mitilicoltura tarantina e la tutela dello straordinario ecosistema del Mar Piccolo e del territorio».

«La comunità di Taranto attendeva da anni certezze scientifiche per un settore che rappresenta la nostra storia e la nostra anima economica– ha affermato il Sindaco di Taranto Piero Bitetti. Accogliamo questi risultati con immenso orgoglio: la mitilicoltura tarantina dimostra una resilienza biologica straordinaria. Il Comune è pronto a fare la sua parte per sostenere i concessionari e favorire l’adozione di questo modello di rotazione dei mari, garantendo ai mercati un prodotto sicuro, eccellente e certificato dalle massime istituzioni

«Arpa Puglia è da sempre impegnata ad affrontare le principali questioni ambientali che interessano il territorio regionale, con un’attenzione particolare a Taranto, realtà complessa nella quale la tutela dell’ambiente, della salute, delle attività produttive e del tessuto sociale devono necessariamente essere considerate in modo integrato, secondo l’approccio One Health – ha affermato il Direttore Generale di ARPA Puglia Vito Bruno. Il progetto presentato oggi rappresenta un esempio concreto di questa visione.

È motivo di soddisfazione ricordare che l’iniziativa è nata da una proposta della nostra Agenzia e che, grazie al contributo delle sue strutture specialistiche, in particolare del Centro Regionale Mare e del Dipartimento Provinciale di Taranto, è stato possibile sviluppare un percorso scientifico rigoroso, raggiungendo risultati di grande interesse. Confidiamo che le evidenze emerse da questo studio possano costituire un importante supporto conoscitivo per le istituzioni chiamate ad assumere decisioni e rappresentare un contributo utile per il futuro della mitilicoltura tarantina e, più in generale, per l’intera comunità del territorio».

«Esprimo il più vivo compiacimento per l’efficacia di una collaborazione interistituzionale esemplare che ha visto la convergenza operativa tra organi di controllo, presidi sanitari ed enti di ricerca – ha sottolineato l’Ing. Vito Bavaro Direttore Generale dell’ASL di Taranto. Desidero confermare l’impegno in tal senso dell’ASL di Taranto che, in particolare con il Dipartimento di Protezione che ringrazio per il consueto spirito proattivo, continuerà a esercitare le proprie funzioni di rigoroso controllo e attenta sorveglianza sanitaria a presidio e tutela della salute pubblica e della sicurezza alimentare dell’intera comunità.».

«La conclusione del progetto di sperimentazione sulla valutazione dei tassi di decontaminazione dei mitili trasferiti dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande rappresenta un traguardo di straordinaria rilevanza, non solo sotto il profilo scientifico e sanitario, ma per l’intera comunità tarantina – ha indicato Leonardo Deri Comandante della Capitaneria di Porto di Taranto. ​

Desidero rivolgere un sentito e doveroso ringraziamento al Commissario Straordinario, il Professor Vito Uricchio, per la lungimiranza, l’instancabile determinazione e la costante sinergia istituzionale che hanno permesso di portare a compimento questo studio fondamentale. Sotto la sua guida, la collaborazione tra gli enti di ricerca, le istituzioni e il cluster marittimo ha dimostrato quanto l’approccio scientifico e rigoroso sia l’unica via percorribile per la tutela e il rilancio del nostro territorio. ​

Come Autorità Marittima, siamo quotidianamente impegnati nella salvaguardia dell’ambiente marino e nella vigilanza di un ecosistema delicato e prezioso come quello dei nostri due mari. I risultati di questa sperimentazione ci offrono dati concreti e speranza, confermando che il mare possiede una straordinaria capacità di resilienza se supportato da interventi di gestione strategici e competenti. L’auspicio più grande è che questo studio non rimanga un isolato successo accademico, ma diventi un ulteriore, decisivo passo per cambiare finalmente la “narrativa” su Taranto.

Per troppi anni questa città è stata etichettata esclusivamente come un territorio compromesso a livello ambientale. Oggi, grazie a progetti come questo, dimostriamo che Taranto può e deve essere raccontata in modo diverso: come un laboratorio di innovazione, di riscatto ecologico e di rinascita legata alla sua più grande risorsa, il mare. La mitilicoltura non è solo economia, è l’identità stessa di Taranto. Proteggerla, innovarla e certificarne la qualità significa restituire al futuro della città la dignità e l’orgoglio che merita.»

Il Dott. Nicola Ungaro – Direttore U.O.C. Ambienti Naturali – Centro Regionale Mare di ARPA Puglia ha precisato: «Il progetto finanziato dal Commissario Straordinario nasce da una precedente azione pilota realizzata qualche anno fa, e che aveva evidenziato, seppure a ridotta scala spaziale e temporale, il potenziale processo di decontaminazione (in riferimento a inquinanti organici persistenti quali i PCB) in alcuni lotti di mitili trasferiti dal Primo Seno del Mar Piccolo in altri contesti meno impattati.

Nell’attuale progetto si è dato ulteriore sviluppo all’ipotesi iniziale, pianificando le attività a più ampia scala spaziale ma soprattutto temporale, seguendo l’evoluzione dei processi (sia quelli biologici e fisiologici dei mitili, che quelli legati al bioaccumulo degli inquinanti e alla eventuale decontaminazione dopo il trasferimento in Mar Grande) durante il corso di un intero anno di monitoraggio.

Grazie all’impegno e la proficua collaborazione tra tutte le Istituzioni coinvolte, tra le quali si è creata una grande intesa, si sono raggiunti risultati di rilievo, che certamente potranno essere utili come solido supporto tecnico-scientifico nell’ambito delle future strategie di gestione e valorizzazione della mitilicoltura nei Mari di Taranto».

Il Dott. Michele Conversano – Direttore Dipartimento di Prevenzione ASL ha affermato: «La conclusione di questo importante progetto dimostra ancora una volta la proficua collaborazione tra tutte le Istituzioni Scientifiche e di Ricerca del territorio finalizzata alla Salute Pubblica ed alla valorizzazione di una millenaria e fondamentale eccellenza quale la mitilicoltura.»

Il Dott. Vittorio Esposito – Direttore DAP Taranto di ARPA Puglia ha affermato: «Il Dipartimento di Taranto di ARPA Puglia ha realizzato le analisi di laboratorio per la determinazione delle concentrazioni di contaminanti organici quali PCB, diossine e composti diossina-simili in lotti di mitili provenienti dal Primo Seno del Mar Piccolo e trasferiti in Mar Grande, che hanno evidenziato come la permanenza a 15, 30 e 45 giorni in Mar Grande possa essere utile per una progressiva decontaminazione degli organismi nel corso del tempo, effetto predominante rispetto alle differenze iniziali, sia nei termini dello stato fisiologico che nelle concentrazioni di inquinanti, tra i lotti di mitili prelevati nelle diverse stazioni di provenienza nel Primo Seno del Mar Piccolo.»

La Dott.ssa Magda Di Leo del CNR-IRSA ha affermato: «Questo progetto rappresenta l’evoluzione di un percorso scientifico avviato con il precedente studio pilota realizzato dal CNR-IRSA e successivamente sviluppato nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra CNR-IRSA, ARPA Puglia e ASL Taranto. Il valore di questa sperimentazione, frutto dell’impegno profuso da tutti gli Enti coinvolti, è quello di mettere a disposizione delle istituzioni evidenze scientifiche utili a supportare le future decisioni sulla gestione della mitilicoltura e le eventuali valutazioni sull’aggiornamento dell’Ordinanza regionale, con l’obiettivo di coniugare tutela della salute pubblica, sostenibilità ambientale e continuità produttiva del comparto, fornendo elementi tecnico-scientifici per una gestione basata su dati oggettivi nelle more del completamento degli interventi di bonifica del Mar Piccolo.»

The post Presentati a Taranto i risultati scientifici finali del progetto «Valutazione dei tassi di decontaminazione in lotti di mitili» appeared first on Economia del Mare Magazine.

“}]] 

Unci AgroAlimentare: Ue Vision 2040 filiera ittica, non può esserci sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale

Unci AgroAlimentare: Ue Vision 2040 filiera ittica, non può esserci sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale

[[{“value”:”

“Il dibattito sulla Vision 2040 per la pesca e l’acquacoltura, la strategia di settore dell’Ue per i prossimi 15 anni, mette al centro un principio chiaro: la sostenibilità ambientale non può esistere senza quella economica e sociale. Le marinerie non possono affrontare la transizione se questa si traduce in una perdita di redditività o nella desertificazione produttiva delle comunità costiere”. Ad affermarlo è Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale dell’Unci AgroAlimentare.

Il percorso verso il 2040 si gioca su quattro pilastri interconnessi per garantire alle imprese ittiche un futuro economicamente solido: transizione energetica, semplificazione ed efficienza normative gestionali, ricambio generazionale, valorizzazione della filiera corta e della sovranità alimentare.

1. La transizione energetica e la redditività della flotta

​La dipendenza dai combustibili fossili è la principale fonte di vulnerabilità economica per le imprese di pesca. Gli shock geopolitici e la volatilità dei prezzi del gasolio erodono i margini di profitto. L’obiettivo è sostenere la flotta nella transizione verso fonti energetiche alternative e motorizzazioni a basso impatto. I finanziamenti e i futuri quadri finanziari (come il QFP post-2027) dovranno prevedere aiuti concreti e non penalizzanti per la ristrutturazione dei pescherecci, senza che la decarbonizzazione si traduca in un mero taglio della capacità di pesca.

2. Semplificazione normativa e “Cost-Effectiveness”

​Uno dei punti cardine emersi nelle consultazioni europee e nei tavoli di settore (come il recente Agrifish) è la necessità di una semplificazione delle regole. Le norme gestionali, i limiti di sforzo e l’obbligo di sbarco devono essere applicati con criteri di efficacia dei costi (cost-effective). Regole troppo rigide o burocraticamente asfissianti rischiano di soffocare le micro-imprese e la piccola pesca artigianale. Ridurre lo sforzo di pesca interno senza tutelare il mercato dalle importazioni da Paesi terzi (che spesso operano con standard ambientali e sociali inferiori) non è sostenibile.

3. Ricambio generazionale e attrattività del settore

​L’invecchiamento della forza lavoro è un’emergenza strutturale. Senza giovani, non c’è futuro per la filiera. Per attirare le nuove generazioni, il lavoro a bordo deve essere sicuro, tecnologicamente avanzato e, soprattutto, remunerativo. Strumenti di welfare mirati, come una gestione strutturale e snella della CISOA (Cassa Integrazione Salariale Operai Agricoli) anche per la pesca nei periodi di fermo o di crisi, sono indispensabili.

4. Valorizzazione della filiera corta e sovranità alimentare

​La sostenibilità economica si costruisce anche aumentando il valore aggiunto del prodotto pescato localmente. Campagne di sensibilizzazione (come l’iniziativa Gente di Mare) mirano a connettere il consumatore finale alle marinerie locali. Sapere da dove viene il pesce e come è stato pescato permette di spuntare prezzi migliori alla produzione. Investire nei mercati ittici digitali, nelle catene del freddo avanzate e nelle strutture portuali riduce gli sprechi e ottimizza i ricavi lungo tutta la catena del valore (dalla cattura alla trasformazione).

​Il principio chiave verso il 2040: i pescatori non sono i nemici dell’ambiente, ma i veri custodi del mare. La pianificazione strategica deve accompagnare le imprese nei processi di tutela degli stock (come i piani pluriennali nelle varie GSA) garantendo compensazioni adeguate, incentivi alla selettività degli attrezzi e la certezza del diritto.

Questa è l’analisi dell’Unci emersa nel recente convegno di Agrigento durante il quale è stato presentato il progetto Girare, nell’ambito del Programma nazionale triennale della Pesca e dell’Acquacoltura, alla presenza del presidente nazionale dell’Unci, Andrea Amico, e della direttrice generale del Ministero, Graziella Romito, che ha ribadito la necessita del ricambio generazionale e l’azione che si sta portando avanti come Dicastero con misure ad hoc, come il recente Decreto Direttoriale del Masaf (n. 304841), che ha stabilito le nuove regole per la quota residua di pesca del tonno rosso. Per favorire i giovani imprenditori ittici, il decreto ha introdotto in via sperimentale una misura speciale che assegna fino a 5 tonnellate di quota per ogni unità da pesca. 

Intanto a Scilla il III Seminario Nazionale Galpa, a cura del Masaf, della Regione Calabria e del MariCal.GAL Pesca, ha evidenziato che gli obiettivi specifici delle azioni poste in essere attraverso le strategie di sviluppo locale, coincidono soprattutto con la promozione del pescato e la valorizzazione delle comunità costiere, al fine di rafforzare l’identità, l’attrattività e il valore economico del mare. Il sottosegretario di Stato, Patrizio La Pietra, ha sottolineato l’ impegno assunto da parte delle istituzioni centrali di tutelare un comparto particolarmente vessato dagli aumenti dei costi gestionali e che per criticità strutturali non riesce ad essere attrattivo per le giovani generazioni. L’uscita dallo stato di crisi è possibile, soprattutto grazie all’attenzione e all’ascolto che questo governo sta dando ai pescatori. L’attuale governo sta cercando di liberare la pesca italiana dalla morsa delle regole e delle norme estremamente stringenti, imposte dalla Unione europea.

The post Unci AgroAlimentare: Ue Vision 2040 filiera ittica, non può esserci sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale appeared first on Economia del Mare Magazine.

“}]] 

Reti da pesca italiane verso l’Ucraina per la difesa dai droni

Reti da pesca italiane verso l’Ucraina per la difesa dai droni

[[{“value”:”

Oltre 30 tonnellate di reti dei pescatori italiani sono partite verso l’Ucraina. Venerdì mattina a Fiumicino operazione di ritiro nell’ambito dell’iniziativa di solidarietà coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio e Federpesca.

Un totale di oltre 30 tonnellate di reti da pesca dismesse, donate dalle imprese ittiche di Fiumicino e Civitavecchia, sono state raccolte, caricate e in partenza già da stamattina verso l’Ucraina, dove saranno utilizzate dalla popolazione per la protezione di strade e palazzi dagli attacchi dei droni. Un sistema semplice quanto efficace che ha dimostrato tutta la sua importanza in varie situazioni.

I droni che tentano di attaccare gli edifici pubblici e privati non riescono a superare le maglie delle reti da pesca, salvando la vita e le abitazioni di gran parte della popolazione.

L’intervento rientra nella più ampia operazione nazionale che ha coinvolto diverse marinerie italiane, coordinate da Federpesca, tra cui Mazara del Vallo, Fiumicino e Civitavecchia, nell’ambito del Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea, con il supporto operativo delle Capitanerie di Porto.

Alla giornata di raccolta erano presenti Giovanni De Siervo, responsabile delle relazioni internazionali della Protezione Civile, la direttrice generale di Federpesca Francesca Biondo, l’assessore all’ambiente e alla pesca del Comune di Fiumicino Stefano Costa e il rappresentante di Federpesca per la Regione Lazio e presidente della cooperativa La Pesca Romana di Fiumicino, Gennaro Del Prete.

“Ringraziamo l’impegno e la disponibilità dei pescatori che hanno aderito a questa iniziativa per sostenere la popolazione ucraina – ha dichiarato la direttrice di Federpesca, Francesca Biondo – Inviando le reti che sarebbero altrimenti state dismesse, hanno offerto un contributo concreto a protezione di scuole, palazzi, luoghi sensibili e vie di comunicazione. Sono in corso analoghe operazioni in altre marinerie italiane e come Federpesca siamo orgogliosi di dare questo contributo. In un momento di particolare sofferenza per il comparto della pesca, i pescatori italiani confermano il proprio ruolo fondamentale, non solo per garantire cibo di qualità, ma anche nel dare un concreto esempio di solidarietà. Ci auguriamo che questo contributo possa offrire un aiuto concreto alla popolazione colpita dal conflitto e che si possa giungere quanto prima ad una pace duratura”.

“Ringraziamo anche la collaborazione fondamentale e preziosa della Capitaneria di Porto, che ha contribuito alle operazioni in tutte le marinerie” ha concluso la direttrice.

Il rappresentante Federpesca della Regione Lazio, Gennaro Del Prete, ha dichiarato: “I nostri pescatori hanno risposto prontamente a questa richiesta, dimostrando un senso di grande responsabilità e solidarietà. Siamo orgogliosi della disponibilità mostrata dalle nostre marinerie e ringraziamo tutte le imprese ittiche che hanno partecipato all’iniziativa”.

The post Reti da pesca italiane verso l’Ucraina per la difesa dai droni appeared first on Economia del Mare Magazine.

“}]] 

Pagina 2 di 528

Made with & by Matacotti Design

Privacy & Cookie Policy