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I bastoncini di merluzzo non sono necessariamente preparati con la stessa specie ittica. Le confezioni Findus e Decò indicano differenti specie utilizzabili e riportano un sistema di sigle che consente di identificare quella impiegata nel prodotto acquistato. Un dettaglio poco evidente, ma utile per conoscere meglio ciò che portiamo in tavola.

Ittico Guida Buyer

Dodici bastoncini, una panatura dorata e la parola «merluzzo» sulla confezione. Un prodotto talmente familiare che difficilmente ci chiediamo quale pesce venga effettivamente utilizzato per prepararlo.

Eppure, la risposta può cambiare da una confezione all’altra.

Il merluzzo d’Alaska, quello carbonaro, il merluzzo australe e quello del Pacifico sono nomi che incontriamo nel commercio ittico, ma non identificano necessariamente la stessa specie.

Nei bastoncini, dove la lavorazione rende la materia prima difficilmente riconoscibile dall’aspetto, questa distinzione diventa particolarmente interessante.

Le confezioni di Findus e Decò offrono un esempio concreto di come sia possibile risalire all’identità del pesce attraverso informazioni che spesso passano inosservate.

Merluzzo: un nome familiare, specie differenti

Nel linguaggio quotidiano il termine merluzzo viene utilizzato per indicare pesci che possono appartenere a specie e generi diversi.

Il merluzzo d’Alaska, Gadus chalcogrammus, non è il merluzzo carbonaro, Pollachius virens. E il merluzzo del Pacifico, Merluccius productus, è ancora un’altra specie.

Le denominazioni sono riconosciute nel repertorio ufficiale delle denominazioni commerciali della Commissione europea, che associa i nomi utilizzati sul mercato italiano alle rispettive identificazioni scientifiche.

Non è soltanto una questione di terminologia. Le specie hanno caratteristiche biologiche e distribuzioni geografiche differenti.

Quando acquistiamo pesce intero, alcune differenze possono essere osservate direttamente. Nei bastoncini, invece, la forma del prodotto finito non consente di riconoscere la materia prima utilizzata.

È qui che le informazioni riportate sulla confezione acquistano particolare valore.

Le sigle sulle confezioni Findus e Decò

Sui bastoncini Findus sono indicate tre possibili specie, ciascuna identificata da un codice:

  • DP: merluzzo del Pacifico (Merluccius productus).
  • C: merluzzo australe (Macruronus novaezelandiae).
  • A: merluzzo d’Alaska (Gadus chalcogrammus).

La confezione invita a cercare le lettere riportate nel riquadro della scadenza per individuare il pesce utilizzato.

Decò adotta un sistema analogo, con una legenda differente:

  • B: merluzzo carbonaro (Pollachius virens).
  • T: merluzzo d’Alaska (Theragra chalcogramma).
  • G: merluzzo del Pacifico (Merluccius productus).

In questo caso il riferimento si trova accanto al lotto.

Le specie elencate rappresentano alternative previste dal produttore, non necessariamente ingredienti presenti contemporaneamente nello stesso prodotto.

Il codice permette di collegare la singola confezione alla specie indicata nella relativa legenda.

È un’informazione concreta: due scatole di bastoncini con lo stesso peso e una presentazione simile possono essere realizzate con pesci biologicamente differenti.

Il caso del merluzzo d’Alaska: due nomi scientifici, una specie

C’è un particolare che potrebbe creare confusione.

Findus identifica il merluzzo d’Alaska come Gadus chalcogrammus, mentre Decò utilizza Theragra chalcogramma.

I nomi sono differenti, ma in questo caso indicano lo stesso pesce.

Il repertorio della Commissione europea riconosce infatti le due denominazioni come sinonimi scientifici della medesima specie.

Questa particolarità mostra perché sia importante interpretare correttamente anche i nomi scientifici: talvolta possono cambiare senza che cambi la specie identificata.

Cosa cambia per chi acquista i bastoncini

Conoscere la specie utilizzata non significa stabilire automaticamente quale prodotto sia migliore.

Il merluzzo d’Alaska non è necessariamente superiore o inferiore al merluzzo carbonaro o a quello del Pacifico. L’identificazione scientifica descrive quale pesce viene utilizzato, non costituisce una valutazione della qualità finale.

Permette però di distinguere materie prime differenti, conoscere meglio le specie commercializzate e comprendere una parte della filiera che precede la trasformazione industriale.

È importante anche non confondere la specie con la provenienza: il nome scientifico identifica il pesce, mentre la zona di cattura è un’informazione distinta.

C’è inoltre una precisazione normativa utile. Per prodotti trasformati come i bastoncini, l’indicazione del nome scientifico non è generalmente obbligatoria secondo le stesse regole previste per il pesce non trasformato. Le informazioni presenti sulle confezioni Findus e Decò offrono quindi un livello di dettaglio che non deve essere dato per scontato in tutti i prodotti analoghi.

Il valore di queste indicazioni sta proprio nella possibilità di andare oltre il nome commerciale.

Non serve conoscere a memoria le denominazioni latine. È sufficiente individuare l’eventuale codice e consultare la legenda riportata dal produttore.

Una verifica semplice, che permette di distinguere specie diverse anche quando la forma, la panatura e il nome del prodotto rimangono gli stessi.

Perché «merluzzo» ci dice come un pesce viene commercializzato. Conoscere la specie ci dice quale pesce stiamo realmente acquistando.

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L’articolo Bastoncini di merluzzo, ma quale pesce c’è davvero nella confezione? proviene da Pesceinrete.

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