Il surriscaldamento sta facendo strage di molluschi, già minacciati dall’invasione del granchio blu
Con il surriscaldamento globale non si scherza, e adesso giunge una minaccia che rischia di trovare adepti alla teoria del climate change, che anche i mari subiscono. Addio agli spaghetti alle vongole, al sautè di cozze e alle alici marinate, dunque?
Attacco ai molluschi
In questa caldissima estate l’allarme è reale e la responsabilità viene attribuita al mare sempre più bollente.

Il surriscaldamento che, oltre a decimare cozze e vongole, minaccia da vicino anche il pesce azzurro e fa sparire il mangime necessario per gli impianti di acquacoltura. Si tratta dell’ennesima emergenza per le imprese ittiche, provocata dagli effetti del surriscaldamento delle acque e dal cambiamento climatico.
Fra i settori più colpiti proprio quello della molluschicoltura.
Cosa succede in Italia
Nella laguna del Delta del Po la temperatura dell’acqua ha superato i 30 gradi causando una moria di cozze, vongole e altri organismi marini. In Veneto, nella Sacca di Scardovari in provincia di Rovigo, un’area che dal 2015 è Riserva di Biosfera MaB Unesco, è stata sospesa la vendita delle cozze Dop che mostravano segnali di sofferenza.
Nel più importante areale nazionale, al largo del delta del Po, lo scarso ricambio idrico e la proliferazione di microalghe hanno portato a perdite fino al 90% di vongole allevate, a causa dell’anossia, la totale mancanza di ossigeno a livello cellulare.
E tutto questo va a danneggiare un’area già pesantemente colpita dall’invasione del granchio blu.
Lungo la costa marchigiana, inoltre, si teme per il rischio di formazione della mucillagine, favorita dalle temperature del mare così alte.
Allarme anche per il pesce azzurro
L’allarme riguarda anche i menu con il pesce azzurro, prezioso patrimonio della gastronomia di mare made in Italy. In questo caso, il surriscaldamento dell’acqua riduce l’ossigeno disponibile e fa diminuire la produzione di plancton di cui si nutrono sardine e acciughe, compromettendone la fase riproduttiva e pertanto la sopravvivenza delle larve di tali pesci.
Vengono colpite anche le specie destinate all’alimentazione degli allevamenti e di conseguenza diminuisce anche il mangime disponibile.

I rimedi a nostra disposizione
Nel medio-lungo periodo la sfida dovrebbe essere quella di rafforzare il monitoraggio delle acque in tempo reale, migliorare la gestione idraulica delle sacche e investire su ricerca e strategie di adattamento delle produzioni.
E vanno sempre ricordate le raccomandazioni ai consumatori che comprano vongole e cozze; non vanno mangiate crude. E occorre anche ricordarsi di scartare, sempre, i molluschi che hanno le valve aperte prima della cottura (che deve essere almeno di cinque minuti) o chiusi ermeticamente dopo che vengono bolliti.
Acquistare solo le confezioni con le etichette tracciate e il bollo sanitario che indichi il centro di depurazione. In Italia abbiamo tante aziende che lavorano onestamente, pur tra tante difficoltà, come Agripesca si sforza da tempo di dire, anche con il progetto “Custodi del Mare”, che mette in attuazione il PNT 2025 – 27.