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Le imprese pugliesi della mitilicoltura che hanno subito una contrazione produttiva a causa delle morìe potranno utilizzare la produzione commercializzata nel 2023, anziché quella del 2025, come parametro per il calcolo degli indennizzi FEAMPA. La modifica, sollecitata dalla Regione Puglia e recepita dal MASAF, evita che le perdite produttive registrate negli ultimi anni riducano anche la base utilizzata per determinare il sostegno.
Per la mitilicoltura pugliese il passaggio dal 2025 al 2023 come annualità di riferimento incide direttamente sul valore dell’indennizzo riconosciuto alle imprese.
Il problema nasce dagli effetti delle morìe che hanno interessato gli allevamenti. Per le aziende che hanno registrato forti perdite di seme e prodotto, utilizzare come parametro una produzione già compromessa avrebbe significato assumere come base di calcolo volumi non rappresentativi della normale capacità produttiva.
È su questo punto che è intervenuta la Regione Puglia nel confronto con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
Perché il 2023 cambia il calcolo per le aziende colpite
Il bando relativo all’Intervento 222507 – Operazione 31 prevede per le imprese dell’acquacoltura un sistema di compensazione che tiene conto anche della produzione commercializzata dall’azienda.
Il riferimento al 2025 rischiava quindi di penalizzare proprio le imprese che avevano già subito le conseguenze delle alte temperature delle acque e delle conseguenti mortalità.
Il meccanismo avrebbe potuto produrre un effetto particolarmente sfavorevole: alla perdita della produzione si sarebbe aggiunto un indennizzo calcolato su quantità eccezionalmente basse.
La possibilità di utilizzare il 2023 interviene per eliminare questa distorsione e ricostruire, per le aziende interessate, una base produttiva precedente agli eventi che hanno compromesso le campagne successive.
La deroga riguarda le imprese che documentano le morìe
Il ricorso alla produzione 2023 non riguarda indistintamente tutte le aziende acquicole.
La modifica interessa le imprese per le quali sia oggettivamente comprovato il rapporto tra la contrazione della produzione registrata nel 2024 e nel 2025 e le morìe riconducibili all’eccezionale incremento delle temperature delle acque.
La riduzione produttiva assume quindi un ruolo preciso nel meccanismo: non rappresenta il danno direttamente compensato da questo specifico bando, ma giustifica l’utilizzo di un’annualità diversa per determinare correttamente l’importo spettante all’impresa.
L’assessore regionale all’Agricoltura con delega alla Pesca, Francesco Paolicelli, ha indicato nella modifica una risposta alle aziende che hanno subito maggiormente gli effetti degli eventi climatici, evitando che la contrazione della produzione determini anche una riduzione del sostegno.
Il bando compensa i maggiori costi sostenuti dalle imprese
È importante distinguere la finalità dell’indennizzo dal motivo che ha reso necessario modificare il parametro produttivo.
Questo specifico intervento FEAMPA non nasce per risarcire le morìe dei mitili. Il sostegno riguarda i maggiori costi sostenuti dalle imprese della pesca e dell’acquacoltura a seguito della perturbazione del mercato determinata dalla crisi in Medio Oriente.
Il bando FEAMPA della Regione Puglia riguarda il periodo compreso tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026 e dispone inizialmente di 800 mila euro, con possibilità di incremento nell’ambito della programmazione nazionale.
Le morìe entrano quindi nel provvedimento per una ragione differente: hanno ridotto la produzione utilizzata per calcolare la compensazione, rendendo necessario individuare per le imprese interessate un parametro più rappresentativo.
La misura si inserisce nel quadro degli interventi attivati per sostenere il settore, dopo il credito d’imposta e il riparto delle risorse FEAMPA destinate ai bandi regionali.
Il 4 settembre confronto con pesca e acquacoltura
La questione delle morìe resta intanto aperta sul piano delle politiche di sostegno al comparto.
La Regione Puglia ha convocato per il 4 settembre un tavolo con le organizzazioni della pesca e dell’acquacoltura per condividere ulteriori misure, anche alla luce delle continue ondate di caldo e delle criticità segnalate nelle aree di produzione.
Per le imprese della mitilicoltura, la novità immediata è però già definita: quando la contrazione produttiva è riconducibile alle morìe, il calcolo dell’indennizzo FEAMPA potrà fare riferimento alla produzione commercializzata nel 2023, evitando che gli effetti degli eventi ambientali incidano una seconda volta sulla capacità dell’azienda di accedere al sostegno.

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