Il grido d’allarme lanciato da Copernicus
I negazionisti del clima dicono che sì, fa caldo ed è normale perché siamo a pochi giorni da agosto. Ma forse i pesci del mare nostrum avrebbero qualcosa da aggiungere. Assistiamo a temperature sottomarine mai viste prima, con picchi di 25° fino a 40 metri sott’acqua.
L’intervento di Copernicus
È la realtà dei mari italiani e del Mediterraneo che, per temperature, oggi si sta avvicinando ai Caraibi. Di recente, i dati del servizio satellitare europeo Copernicus hanno esplicitato come il Mare Nostrum, per via dell’impennata del clima, abbia toccato punte addirittura di +8° rispetto alle medie, con valori anomali (+5°) in Italia, in Sardegna o nel Tirreno. E siamo “solo” a luglio.
Il malessere della profondità
Nel rapporto, vengono analizzate le ondate di calore marine registrate nel 2025 in 14 stazioni di monitoraggio, di cui tredici in aree marine protette (Amp). Il quadro che emerge è preoccupante: i mari italiani continuano a scaldarsi, con ondate di calore fino a 40 metri di profondità, fenomeni di necrosi o sbiancamento su gorgonie e coralli, non mancano timori per la costante espansione di specie termofile e aliene.

I casi specifici
In Sardegna, tra fine maggio e luglio, sono state registrate anomalie massime della temperatura superficiale di 3,5 gradi sopra la soglia climatologica all’Asinara. Valori simili anche a Tavolara o Capo Carbonia, oppure a Capo Milazzo (quasi +3°) in Sicilia. Tra i 30 e i 40 metri di profondità sono stati misurati anche 25°C che espongono a un forte stress gli organismi sui fondali rocciosi.
All’Elba, sempre in profondità, è invece emerso un progressivo deterioramento dello stato ecologico delle comunità bentoniche e delle gorgonie. “Per questo“, chiude Greenpeace, “dobbiamo aumentare le protezioni e ridurre le emissioni. Perché nessuna area è più al riparo dagli effetti della crisi climatica“.
Le implicazioni per la pesca
Agripesca esprime grande preoccupazione per l’andamento climatico. “I danni per la pesca sono incalcolabili, commenta il Presidente Serpillo, con colonie di pesci sempre meno numerose poichè è più difficile per loro trovare cibo in quanto l’habitat naturale sta mutando rapidamente. Non possiamo più attendere, dobbiamo darci da fare”.