Il presidente di Agripesca rilancia la sfida per il futuro del settore ittico: «Servono redditività, ricambio generazionale e un’alleanza tra mare e terra per difendere il Made in Italy».
La pesca artigianale è un patrimonio economico, culturale e sociale che rischia di scomparire senza interventi concreti a sostegno delle imprese e delle comunità costiere. È il messaggio che Agripesca porterà a Pollica (Salerno), sabato 31 ottobre, in occasione del convegno “Il mare che ci nutre – La pesca artigianale tra Dieta Mediterranea, sostenibilità e nuove opportunità”, in programma dalle ore 10:30 presso il Museo Vivente della Dieta Mediterranea, a Palazzo Vinciprova, nella frazione di Pioppi.

Nel cuore del Cilento, territorio simbolo della Dieta Mediterranea riconosciuta dall’UNESCO, istituzioni, operatori e rappresentanti del settore si confronteranno sulle principali criticità della pesca italiana: aumento dei costi, difficoltà di mercato, sostenibilità e scarso ricambio generazionale.
Serpillo: «Non possiamo difendere le nostre eccellenze senza sostenere i pescatori»
A richiamare l’attenzione sulla necessità di interventi strutturali è Mario Serpillo, presidente di Agripesca, che sottolinea il valore strategico della pesca artigianale per l’economia e l’identità dei territori.
«I pescatori sono autentici custodi del mare, ma oggi devono confrontarsi con difficoltà che rischiano di compromettere la sopravvivenza di molte attività», dichiara Serpillo. «Non possiamo limitarci a celebrare le nostre eccellenze alimentari senza sostenere chi ogni giorno contribuisce a renderle possibili. Servono risposte concrete per garantire redditività alle imprese e nuove prospettive ai giovani».
Una posizione che mette al centro il lavoro dei pescatori e la necessità di rendere il settore nuovamente attrattivo per le nuove generazioni, evitando il progressivo impoverimento delle economie costiere.
Pesca e agricoltura, un’alleanza per il Made in Italy
Tra i temi centrali del convegno anche il rapporto tra pesca e agricoltura, due componenti fondamentali della filiera agroalimentare italiana, unite dalla valorizzazione delle produzioni locali e dalla tutela delle risorse naturali.
«Mare e terra devono essere protagonisti di un’unica strategia di sviluppo», afferma Serpillo. «Vogliamo rafforzare l’alleanza tra pescatori, agricoltori e consumatori, perché la sostenibilità deve essere ambientale, ma anche economica e sociale. Non possiamo difendere il mare senza tutelare chi del mare vive».

Per Agripesca, valorizzare il pescato locale significa anche rafforzare le filiere corte, sostenere le imprese e promuovere un consumo consapevole, capace di riconoscere il valore delle produzioni ittiche italiane.
Il futuro della pesca passa dalle comunità costiere
L’appuntamento di Pollica rappresenterà un’occasione per individuare nuove opportunità di sviluppo e richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di politiche capaci di coniugare tutela ambientale, competitività e occupazione.
«Il futuro della pesca artigianale non può essere affidato soltanto alla capacità di resistenza dei pescatori», conclude Serpillo. «Occorre un impegno condiviso per trasformare le difficoltà in opportunità e salvaguardare un patrimonio economico, culturale e umano che appartiene all’intero Paese».
Un messaggio chiaro: difendere la pesca artigianale significa difendere il lavoro, il Made in Italy e l’identità delle comunità che da generazioni vivono del mare.
L’iniziativa è finanziata nell’ambito del Programma Nazionale Triennale della Pesca e dell’Acquacoltura – Annualità 2026.