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Coldiretti Pesca chiede un fondo autonomo per pesca e acquacoltura, con almeno un miliardo per l’Italia nel prossimo bilancio europeo. Tra le proposte illustrate da Daniela Borriello figurano controgaranzie pubbliche all’80%, contributi agli investimenti e una revisione della PCP nel Programma di lavoro 2027.
Un fondo dedicato alla pesca e all’acquacoltura, con risorse adeguate e prevedibili per programmare gli investimenti. È la priorità che Daniela Borriello, responsabile nazionale di Coldiretti Pesca, chiede al Governo italiano di difendere nel negoziato sul bilancio europeo 2028–2034. Nelle sue risposte sulla Visione 2040, la richiesta finanziaria si accompagna a quella di rivedere le regole sulla capacità di pesca e rendere concretamente accessibile il rinnovo delle imbarcazioni.
Un fondo dedicato nel bilancio europeo 2028–2034
Per Coldiretti, il futuro sostegno al settore deve conservare una propria autonomia. Borriello teme che l’integrazione delle risorse in strumenti più ampi possa indebolire la capacità della pesca e dell’acquacoltura di ottenere finanziamenti adeguati alle proprie esigenze.
La richiesta rivolta all’esecutivo italiano è esplicita: “Chiediamo al Governo di pretendere che il futuro fondo mantenga almeno 1 miliardo per l’Italia, con corsie preferenziali per la piccola pesca, l’acquacoltura e il rinnovo flotta.”
La disponibilità di risorse dedicate costituisce, nella posizione dell’associazione, una condizione per trasformare gli obiettivi della strategia in investimenti delle imprese.
Credito e contributi per le piccole imprese
Borriello riconosce il possibile apporto delle garanzie e dei capitali privati, ma ribadisce il ruolo del sostegno diretto: “Le garanzie e i capitali privati possono essere un’aggiunta, ma non possono essere la sostituzione del contributo pubblico.”
Il ragionamento parte dalle caratteristiche delle imprese familiari della pesca: redditività stagionale, periodi di fermo e rischio climatico. Secondo Borriello, gli strumenti finanziari devono tenere conto di queste condizioni per risultare utilizzabili anche dalle realtà più piccole.
Coldiretti propone quindi tassi agevolati e controgaranzie pubbliche all’80%, tramite ISMEA e Fondo europeo per gli investimenti, insieme a procedure semplificate e a uno sportello unico. Per la piccola pesca costiera, chiede inoltre che il contributo a fondo perduto resti centrale, indicando una quota almeno del 40–50%.
Sono le condizioni che l’associazione pone per consentire alle imprese di avviare gli investimenti necessari.
Rinnovare la flotta e rivedere la PCP
Sul fronte delle imbarcazioni, Borriello concentra l’attenzione sui criteri con cui viene misurata la capacità di pesca: stazza lorda, espressa in GT, e potenza del motore, espressa in kW.
La richiesta è distinguere la capacità di cattura dai volumi necessari a migliorare sicurezza, condizioni di vita dell’equipaggio e decarbonizzazione. Coldiretti propone che questi spazi siano scorporati dal calcolo della capacità, secondo l’impostazione richiamata da Borriello come “GT for safety”.
“Non chiediamo più capacità di cattura, chiediamo di poter pescare meglio e in sicurezza, a parità di sforzo.”
L’associazione chiede anche maggiore flessibilità per gli investimenti nella motorizzazione, legandola allo sforzo effettivo di pesca e alle quote. A questi aspetti Borriello aggiunge la necessità di ridurre i tempi e la complessità delle procedure amministrative per il rinnovo.
Dalla valutazione del 2027 alle proposte legislative
La valutazione sugli indicatori complementari della capacità di cattura, annunciata per il 2027, viene accolta positivamente. Borriello chiede però che abbia uno sviluppo legislativo: “Accogliamo con favore l’annuncio della valutazione sugli indicatori complementari nel 2027, ma per noi deve essere l’inizio di un percorso legislativo, non un ulteriore studio.”
Per Coldiretti, la revisione del regolamento di base della PCP deve entrare nel Programma di lavoro 2027 della Commissione. Borriello indica in particolare gli articoli 22 e 23, relativi alla gestione della capacità e al sistema di entrata e uscita dalla flotta.
Accanto alla revisione, individua interventi da affrontare senza attendere la riforma: attuazione più rapida del FEAMPA, contrasto alle pratiche sleali e all’etichettatura ingannevole, controlli sulle importazioni e semplificazione amministrativa.
Tra gli elementi della Visione 2040 valutati favorevolmente richiama inoltre il ruolo delle organizzazioni di produttori, il mercato e il ricambio generazionale. Sul rinnovo delle imbarcazioni, la direzione richiesta resta quella espressa nelle sue risposte: “Non vogliamo più barche, vogliamo barche migliori.”
L’articolo Visione 2040, Coldiretti chiede un miliardo per la pesca proviene da Pesceinrete.
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