Mese: Novembre 2025 Pagina 2 di 25

InterMoma entra tra i Leader della Crescita 2026 con il più alto sviluppo in Italia

InterMoma entra tra i Leader della Crescita 2026 con il più alto sviluppo in Italia

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Ha solo quattro anni di vita ma è già diventata grande. Ed è cresciuta così velocemente, perdipiù in un mercato stabile e maturo, da mettersi in luce come una delle aziende più dinamiche d’Italia. A riconoscere l’exploit di InterMoma è l’edizione 2026 del rapporto “Leader della crescita” elaborato da Sole 24 Ore – Statista. Dall’analisi di un ampio set di informazioni economico-finanziarie relative al triennio 2021-2024, InterMoma è risultata l’azienda italiana con il maggior sviluppo, con un CAGR superiore al 218%, e la quarta nella classifica assoluta italiana dei Leader della crescita 2026.

“Questo risultato ci rende orgogliosi e ci spinge a proseguire lungo il percorso intrapreso – dichiara Luca Intermite, CEO di InterMoma – La nostra azienda è nata con un obiettivo chiaro: offrire alla distribuzione più qualificata una proposta molto specializzata di assortimento nel mercato delle conserve ittiche per le private label, proponendo anche referenze nuove rispetto a quelle già presenti a scaffale, ma sempre con un attento e mirato rapporto qualità prezzo. In questo modo puntiamo ad ampliare e diversificare l’offerta, coprendo tutte le fasce di mercato. La proposta di InterMoma si distingue per innovazione e valore aggiunto, elementi che la rendono particolarmente interessante per i nostri partner”.

La profonda conoscenza della filiera delle conserve ittiche, la capacità di individuare i prodotti giusti per soddisfare le nuove richieste del retail e dei consumatori, hanno permesso a InterMoma di crescere rapidamente, passando da 0,5 milioni di euro di ricavi del 2021 ai 18 milioni di euro del 2024.

Mettendo a frutto oltre trent’anni di esperienza nel settore delle conserve ittiche, Luca Intermite ha lasciato il suo ruolo di manager per diventare imprenditore e oggi guida InterMoma come CEO. L’azienda seleziona e distribuisce conserve ittiche, ottenute da una filiera trasparente e tracciabile che rispetta il mare e le persone, individuati con competenza e responsabilità nelle aree più vocate del mondo.

Oggi, InterMoma ha in portafoglio oltre 100 referenze e spazia dai prodotti core (come il tonno in tutte le sue declinazioni di tipologie, di qualità e di formato) ad altre conserve ittiche (come alici e sgombro), offrendo anche specialità più inusuali (come i filetti di orata, di branzino e di merluzzo).

Il 60% della produzione di InterMoma viene venduta con le private label delle principali catene distributive presenti in Italia. L’altro 40% è distribuito con i tre brand aziendali, posizionati in altrettanti segmenti di mercato: Costa de Arosa per la fascia premium grazie a una selezione di prodotti di alta qualità; Calata de Mari per chi cerca il miglior rapporto qualità/prezzo e Francesco Moretti per coprire con un’ampia gamma il segmento primo prezzo.

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Regione Siciliana: via libera al riconoscimento di evento climatico avverso per la pesca dei piccoli pelagici

Regione Siciliana: via libera al riconoscimento di evento climatico avverso per la pesca dei piccoli pelagici

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Via libera dalla giunta regionale al riconoscimento di evento climatico avverso, assimilabile a calamità naturale, nel settore della pesca con riferimento ai “piccoli pelagici”. Si tratta di aiuti per 480 mila euro destinati agli operatori della filiera che pescano sardine e alici, penalizzati da un sensibile calo della cattura di queste specie ittiche, causato da eventi meteoclimatici e che impatta sulla sostenibilità socio-economica del settore.

“Il governo Schifani è al fianco dei pescatori che hanno subito perdite di reddito a causa degli straordinari eventi meteo che hanno prodotto un calo del pescato di piccoli pesci pelagici – ha detto l’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino – Vogliamo dare loro un contributo concreto per recuperare il terreno perduto e rilanciare il comparto”.

Il riconoscimento del carattere di evento climatico avverso assimilabile a calamità naturale riguarda i tutti e tre i bacini marini dell’Isola: mar Tirreno, mar Ionio e stretto di Sicilia. In tutti, a causa degli eventi climatici, si è verificata una significativa riduzione degli stock alieutici dei cosiddetti “piccoli pelagici” (Engraulis encrasicolus e Sardina pilchardus). Di conseguenza, si sono avute ripercussioni sulla produzione e sul reddito delle aziende titolari delle unità autorizzate alla pesca e sui relativi equipaggi.

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Tonno rosso, l’UE avrà un aumento delle quote di pesca del 17%

Accordo per il prossimo triennio, alla flotta europea assegnate dall’ICCAT oltre 25mila tonnellate annue

Conclusa con esito favorevole per l’industria ittica europea la riunione annuale dell’ICCAT (Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico). L’Unione Europea ha incassato, non senza fatica, un consistente aumento delle possibilità di pesca del tonno rosso.

Importanti decisioni prese circa il tonno

L’accordo fissa la nuova quota totale ammissibile di catture (TAC) per il prossimo triennio a 48.403 tonnellate annue a livello globale, misura che si traduce in un aumento specifico del 17% per lo stock dell’Atlantico orientale e del Mediterraneo. L’incremento porta il totale disponibile a 25.164 tonnellate l’anno.

I piani di ricostituzione dello stock

Costas Kadis, il commissario europeo per la Pesca e gli oceani, ha sottolineato come quasi vent’anni fa lo stock di tonno rosso fosse prossimo all’esaurimento ed ora la situazione è molto cambiata. La strategia di recupero, avviata nel 2007 attraverso un piano pluriennale concordato tra UE e ICCAT, è basata su rigorose misure di conservazione, controlli severi e una gestione scientifica, ed ha permesso alla specie di tornare a prosperare. Secondo il Commissario, l’aumento delle quote riflette la fiducia nel processo di conservazione, dimostrando che la sostenibilità ambientale può tradursi in stabilità delle quote e migliori redditi per i pescatori, anziché in una loro contrazione.

Le altre misure per lo squalo mako ed il tonno obeso

Il tavolo negoziale ha affrontato la gestione di altre specie marine con esiti alterni. L’ICCAT ha deliberato una riduzione del numero di catture consentite per lo squalo mako pinna corta meridionale, con l’obiettivo di rafforzarne la protezione e accelerarne il recupero biologico. È stato inoltre espresso sostegno per l’avvio di un processo di discussione sull’assegnazione delle TAC per il tonno pinna gialla, necessario per risolvere le attuali criticità legate al superamento dei limiti. Di segno opposto, invece, il negoziato sul tonno obeso: l’ICCAT non ha trovato l’accordo sulla proposta europea che mirava ad aumentare la quota totale ammissibile per allinearla ai pareri scientifici disponibili.

In attesa di comprendere come la notizia si tradurrà in quote per i pescatori italiani, Mario Serpillo, presidente di Agripesca, ha espresso soddisfazione: “Intanto incassiamo la buona notizia. Ma ci mettiamo subito al lavoro per portare avanti le necessità delle nostre marinerie“.

Il ruolo dell’ICCAT

L’ICCAT si conferma, dunque, organismo centrale per la governance delle risorse ittiche nell’area.

Trancio di tonno

In qualità di Organizzazione Regionale per la Gestione della Pesca (ORGP), è responsabile della conservazione dei tonni e delle specie affini nell’Oceano Atlantico e nei mari adiacenti. Alle sessioni di lavoro hanno partecipato delegazioni provenienti da 52 parti contraenti, tra cui l’Unione Europea, che rappresenta e tutela gli interessi aggregati degli Stati membri in un contesto di gestione delle risorse condivise.

Federpesca: “Da Bruxelles proposte 2026 inaccettabili. A rischio migliaia di imprese italiane”

Federpesca: “Da Bruxelles proposte 2026 inaccettabili. A rischio migliaia di imprese italiane”

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Federpesca
Credito: Federpesca

Posizioni e criticità sulle proposte Ue 2026

“La proposta di Regolamento della Commissione Ue sulle possibilità di pesca per il 2026 nel Mar Mediterraneo è assurda e dimostra, ancora una volta, una vera e propria aggressione nei confronti del settore della pesca”. Così la direttrice di Federpesca, Francesca Biondo, che esprime la propria ferma contrarietà alle ulteriori e gravose riduzioni dello sforzo di pesca da parte di Bruxelles.

Federpesca e la riduzione dello sforzo di pesca

Il testo prevede nel Westmed una drastica riduzione dello sforzo di pesca a strascico pari al 64%, accompagnata da un taglio del 25% per i palangari. A ciò si aggiungono nuovi limiti alle catture di gamberi di profondità nello Stretto di Sicilia, nel Mar Ionio e nel Mar di Levante.

Anche l’Adriatico è duramente colpito, con una riduzione di circa il 12% per la pesca demersale, mentre per i piccoli pelagici viene proposta un’ulteriore diminuzione del 10%.

“Si tratta di una proposta assurda che non considera gli sforzi compiuti dalla flotta italiana negli ultimi anni, già vessata da dure restrizioni”, dichiara la direttrice.

Richiesta di un cambio di approccio da parte dell’Ue

“Non ci saremmo mai aspettati un testo del genere dal Commissario Kadis, del quale avevamo inizialmente apprezzato l’approccio pragmatico e basato su valutazioni caso per caso, con decisioni guidate da evidenze scientifiche aggiornate invece che da generalizzazioni preconcette.

La proposta pubblicata ieri va nella direzione opposta, discostandosi anche dalle linee guida della Presidente Von der Leyen, che aveva affermato: ‘Dimostreremo che l’Europa proteggerà la propria sovranità alimentare e coloro che ci forniscono il cibo’.”

Federpesca: difendere la pesca italiana in sede europea

“Riteniamo indispensabile contrapporre da subito proposte concrete e realistiche, elaborate da chi conosce davvero il settore e le sue dinamiche.

Siamo certi – conclude la direttrice Biondo – che il Ministro Lollobrigida saprà difendere con determinazione la pesca italiana in sede di Consiglio Agrifish, con l’obiettivo di evitare la chiusura di migliaia di imprese e continuare a garantire ai cittadini italiani prodotti ittici di qualità.”

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Federpesca: “Da Bruxelles proposte 2026 inaccettabili”

Federpesca: “Da Bruxelles proposte 2026 inaccettabili”

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“La proposta di Regolamento della Commissione Ue sulle possibilità di pesca per il 2026 nel Mar Mediterraneo è assurda e dimostra, ancora una volta, una vera e propria aggressione nei confronti del settore della pesca”. Così la direttrice di Federpesca, Francesca Biondo, che esprime la propria ferma contrarietà alle ulteriori e gravose riduzioni dello sforzo di pesca da parte di Bruxelles.

Il testo prevede nel Westmed una drastica riduzione dello sforzo di pesca a strascico pari al 64%, accompagnata da un taglio del 25% per i palangari. A ciò si aggiungono nuovi limiti alle catture di gamberi di profondità nello Stretto di Sicilia, nel Mar Ionio e nel Mar di Levante. Anche l’Adriatico è duramente colpito, con una riduzione di circa il 12% per la pesca demersale, mentre per i piccoli pelagici viene proposta un’ulteriore diminuzione del 10%.

proposta regolamento pesca“Si tratta di una proposta assurda che non considera gli sforzi compiuti dalla flotta italiana negli ultimi anni, già vessata da dure restrizioni”, dichiara la direttrice.

“Non ci saremmo mai aspettati un testo del genere dal Commissario Kadis, del quale avevamo inizialmente apprezzato l’approccio pragmatico e basato su valutazioni caso per caso, con decisioni guidate da evidenze scientifiche aggiornate invece che da generalizzazioni preconcette. La proposta pubblicata ieri va nella direzione opposta, discostandosi anche dalle linee guida della Presidente Von der Leyen, che aveva affermato: ‘Dimostreremo che l’Europa proteggerà la propria sovranità alimentare e coloro che ci forniscono il cibo’.”

“Riteniamo indispensabile contrapporre da subito proposte concrete e realistiche, elaborate da chi conosce davvero il settore e le sue dinamiche. Siamo certi – conclude la direttrice Biondo – che il Ministro Lollobrigida saprà difendere con determinazione la pesca italiana in sede di Consiglio Agrifish, con l’obiettivo di evitare la chiusura di migliaia di imprese e continuare a garantire ai cittadini italiani prodotti ittici di qualità.”

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