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Il tema della pesca Italiana torna al centro del confronto istituzionale in una fase che chiede rappresentanza vera, ascolto operativo e risposte capaci di incidere sulla vita quotidiana delle imprese. L’incontro che si è svolto questa mattina al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste tra una delegazione di AIC Pesca e la dottoressa Graziella Romito, direttore generale della Pesca e dell’Acquacoltura, segna un passaggio importante lungo un percorso che l’associazione ha avviato per dare più forza alla voce delle marinerie e delle comunità costiere.

A rappresentare AIC Pesca erano presenti il vicepresidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori, Donato Scaglione, che ha portato i saluti del Presidente dell’AIC Giuseppino Santoianni, e il presidente di AIC Pesca, Natale Amoroso.

Un confronto istituzionale che assume peso perché arriva dentro una stagione complessa per il settore, attraversata da tensioni economiche, pressione normativa, costi crescenti e da un equilibrio sempre più delicato tra sostenibilità ambientale, tenuta delle imprese e salvaguardia del lavoro.

È proprio dentro questo quadro che AIC Pesca ha portato al tavolo del Ministero il proprio punto di vista, condividendo con l’Amministrazione le criticità che oggi pesano sulla pesca italiana e le priorità che, dal mare alla filiera, meritano attenzione. Il senso dell’incontro sta qui: riportare nel perimetro del confronto istituzionale la realtà concreta di chi lavora ogni giorno nei porti, a bordo, nei mercati, nelle economie costiere che attorno alla pesca continuano a costruire reddito, occupazione e coesione sociale.

Il nodo resta sempre lo stesso, eppure continua a chiedere una risposta più forte: il comparto ha bisogno di strumenti capaci di accompagnarne l’evoluzione senza comprimerne la sostenibilità economica e sociale. Le marinerie chiedono di essere lette per quello che sono davvero, cioè presidio produttivo, presidio territoriale e parte viva dell’economia blu del Paese. In questa prospettiva, il rafforzamento della rappresentanza assume un valore che va oltre la dimensione associativa e tocca direttamente il futuro di intere comunità costiere.

AIC Pesca, da parte sua, ha ribadito la disponibilità a contribuire in modo costruttivo al lavoro delle istituzioni, portando proposte, esperienza diretta e una visione che tiene insieme competitività della filiera, tutela del lavoro dei pescatori e ruolo economico e sociale dei territori. Un’impostazione che punta a dare peso politico e operativo a un settore che continua a misurarsi con problemi strutturali e margini sempre più stretti.

L’incontro al Masaf assume quindi il valore di un segnale preciso. La rotta scelta da AIC Pesca passa dal dialogo istituzionale, dalla presenza nei luoghi decisivi e dalla volontà di trasformare le istanze degli operatori in temi centrali dell’agenda pubblica. Perché il futuro della pesca italiana si gioca anche qui: nella capacità di costruire un rapporto stabile tra amministrazione, rappresentanza e territori, con l’obiettivo di dare prospettiva a un comparto che continua a chiedere equilibrio, concretezza e visione.

L’articolo AIC Pesca al Masaf, confronto aperto sul futuro del comparto proviene da Pesceinrete.

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