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Gambero rosso e viola, i decreti per la ripartizione del limite massimo catturabile

Pubblicati dalla Pemac

On line da poche ore i decreti che dispongono l’elenco delle imbarcazioni ammesse.

Per le Gsa 19 – 20- 21 il link è questo: https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24812

Per le Gsa 12 – 13 – 14 – 15 – 16 il decreto è qui: https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24805

Per le Gsa 8 – 9 – 10 – 11 il decreto è a questo link: https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24806

La ripartizione della quota residua del tonno rosso

Pubblicato il decreto 0304841 del 2026, relativo alla ripartizione della quota residua nazionale 2025 in tre categorie di beneficiari;

  • i giovani;
  • la piccola pesca costiera;
  • la filiera produttiva.

A questo link si può prendere visione e scaricare il provvedimento, oltre a poter entrare in possesso della modulistica necessaria ad inoltrare la relativa richiesta.

Credito d’imposta per imprese della pesca, il decreto attuativo

Intervento del Masaf all’interno del primo decreto carburanti, quello del 18 marzo

Al via l’iter per i crediti d’imposta in favore delle imprese ittiche colpite duro dal caro-carburanti. Il Masaf ha inserito in Gazzetta Ufficiale (la n.138 del 17 giugno) il decreto attuativo (decreto ministeriale 22 maggio/2026) che definisce criteri e modalità per accedere all’agevolazione fiscale inserita all’interno del primo decreto carburanti (Dl 33/2026), convertito con la legge n. 79 del 13 maggio 2026.

Novità per le imbarcazioni che hanno pagato il caro – gasolio

I beneficiari della misura

I beneficiari sono le piccole e medie imprese attive nel settore della pesca professionale, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato. Rimangono escluse, quindi, tutte quelle imprese colpite da provvedimento di recupero per aiuti dichiarati illegittimi da Bruxelles, e quelle che rientrano nei casi esclusi dal regolamento UE 2022/2473 sugli aiuti nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Il contributo copre, solo ed esclusivamente, l’acquisto di gasolio e benzina per l’alimentazione del peschereccio. Rimane escluso, pertanto, ogni altro impiego.

Cosa si ottiene, crediti d’imposta fino al 20%

Il credito d’imposta arriva fino al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di carburante nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, al netto dell’Iva e comprovata da fatture. Il plafond complessivo è fissato a 10 milioni di euro per il 2026.

La domanda, modalità, iter e scadenze

Le domande vanno presentate, in via esclusiva, tramite la piattaforma telematica del Masaf. Entro dieci giorni dalla pubblicazione del decreto, la Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura (Pemac) emanerà una circolare con le date di apertura e chiusura della finestra, che non potrà essere inferiore a trenta giorni.

La domanda va resa in forma di dichiarazione sostitutiva e deve contenere l’anagrafica dell’impresa con le unità da pesca armate, l’ammontare delle spese sostenute tra il 1° marzo e il 31 maggio 2026, la dichiarazione che il carburante è stato impiegato esclusivamente per il naviglio peschereccio, la regolarità fiscale e le dichiarazioni antiaiuti illegittimi. Vanno allegati le fatture di acquisto, le quietanze di pagamento e l’estratto del libretto di controllo del carburante per il periodo oggetto di contribuzione.

Chiusa la finestra, la Pemac determina il totale delle domande ammissibili. Se le richieste restano entro i 10 milioni stanziati, l’aliquota è fissata al massimo di legge: il 20%. Se il totale supera il plafond, l’aliquota viene ridotta proporzionalmente, rapportando il limite di spesa all’ammontare complessivo dei crediti richiesti.

Per i crediti superiori a 150.000 euro è richiesta la preventiva acquisizione dell’informazione antimafia: decorso il termine di legge, l’impresa può comunque iniziare a utilizzare il credito sotto condizione risolutiva.

Gasolio (o benzina), voce di costo consistente per le imbarcazioni

Come si usa il credito

Il credito è utilizzabile, esclusivamente, in compensazione tramite modello F24, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, entro il 31 dicembre 2026. La finestra si apre dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento dell’Agenzia con il codice tributo. Non si applicano i limiti ordinari di compensabilità previsti dalla legge finanziaria 2007 e dalla legge 388/2000.

Importante il credito non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile Irap. È cumulabile con altre agevolazioni sugli stessi costi, purché il cumulo non superi la spesa effettivamente sostenuta.

Allarme, gambero rosso tunisino già fuori quota

Serpillo, presidente Agripesca:”Fatto grave, questione tecnica ma anche diplomatica urgente”

Il Masaf, nello specifico la GD Pemac, ha inviato una circolare urgente agli operatori della filiera ittica, per segnalare che la Tunisia ha superato la quota GFCM 2026 assegnata per il gambero rosso mediterraneo, e i carichi in arrivo rischiano il blocco alla frontiera.

Un’immagine del Presidente Serpillo

La battaglia dei numeri

La quota annuale assegnata alla Tunisia, nell’ambito della Raccomandazione GFCM/45/2022/5 per le GSA 12-16 (Stretto di Sicilia e acque adiacenti), pone il limite delle 36 tonnellate per tutto il 2026. Ma in base al monitoraggio congiunto MASAF/Commissione Europea attraverso la piattaforma CATCH, i certificati di cattura validati dalle autorità tunisine e destinati al mercato europeo hanno già raggiunto almeno i 50.960 kg — con un’eccedenza del 41,5% rispetto al tetto consentito. La quota risulta esaurita dal 15 maggio, un mese e mezzo prima che la notizia emergesse pubblicamente.

Il ministero paventa il “rischio concreto, immediato e documentato” di respingimento alla frontiera e di diniego all’importazione per i carichi validati dopo l’esaurimento della quota. Da Via XX Settembre è stato aperto un canale di cooperazione con le autorità tunisine per chiarire le certificazioni contestate, ma sul piano operativo il blocco è già in vigore.

Tunisi reagisce

La risposta del Paese nordafricano è stata, ovviamente, immediata. Pescatori in piazza e richiesta al governo di intervenire presso le autorità italiane ed europee. La tesi del settore produttivo tunisino è che la quota assegnata non riflette la reale capacità produttiva nazionale — stimata dagli operatori locali intorno alle 400 tonnellate — e che nella definizione dei limiti non c’è stata sufficiente concertazione con le categorie produttive. Una quota di 36 tonnellate su una produzione stimata di 400 è avvertita da Tunisi come una condanna.

Le quote per il gambero rosso nelle GSA 12-16 sono state introdotte a partire dalla Raccomandazione GFCM/45/2022/5, adottata nel 2022. Prima di allora non esistevano limiti di cattura, e dopo un periodo transitorio, è scattata la fase di gestione a lungo termine 2026-2030, che prevede obiettivi più stringenti.

Pescherecci fermi

La questione diplomatica 

Il caso tunisino è l’emblema di un problema strutturale della gestione ittica nel Mediterraneo: le raccomandazioni GFCM si applicano agli stati membri, ma l’applicabilità verso i paesi terzi dipende dalla validità dei certificati di cattura nazionali. Se le autorità tunisine validano certificati per quantità superiori alla quota assegnata, il meccanismo si inceppa e il rispetto delle quote diventa una questione diplomatica, non più (solo) scientifica o tecnica.

L’allarme del presidente Serpillo

“La questione è generale e non riguarda solo questo settore, le parole di Mario Sepillo, presidente di Agripesca. Ci vuole un patto per il Mediterraneo, tra tutti gli Stati che ne sono bagnati, per ovviare a queste situazioni che penalizzano le marinerie siciliane ed in maniera particolare quella di Mazara. Dobbiamo pretendere che la Tunisia rispetti i patti ma al tempo stesso dirigerci verso una nuova fase”, conclude.

Fermo pesca, richiesta dell’indennità entro il 30 giugno

Come compilare l’istanza

A partire dalle ore 12 odierne, e fino al 30 giugno prossimo, è possibile inoltrare richiesta dell’indennità di sostegno al reddito in favore dei dipendenti delle imprese adibite alla pesca marittima – fermo pesca obbligatorio e non obbligatorio.

E’ necessario utilizzare il formulario apposito. Notizie, formulario e modalità di invio, tutte informazioni essenziali disponibili seguendo il link https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/ammortizzatori-sociali/focus-on/CIGS/Pagine/Fermo-pesca

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